Sezione di Milano - Via V.Monti, 36 - 20123 Milano - tel: 0248519720 - fax: 0248025928 - email: milano@ana.it
OPERAZIONE
"PANETTONE DEGLI ALPINI"


Concerti Cori della Sezione


Menù Principale


80° della Sezione


Teresio Olivelli


Scrivici
Manda una e-mail:
direttamente al
oppure alla


ANA Milano in Facebook


I graffiti della sede sezionale


Online
Abbiamo 99 ospiti e 0 iscritti in linea.

Non ti sei ancora registrato?
Puoi farlo adesso click qui.


Progetto Caduti 1915-18


Alpini in Armi


I nostri grandi uomini



Formazione sezionale 2015
Incontri di formazione sezionale

Tecnica giornalistica
Parlare in pubblico
Relazioni Pubbliche
Gestire riunioni efficaci


LUCIANO GANDINI
Ultima modifica : 2008-09-09 17:27:59 (29402 leggi)
[Pagina di stampa | Invia ad un amico]



Per lui l’impegno associativo non era il modo di riempire il tempo libero o per occupare giornate vuote.
L’Associazione era un impegno vitale, riempitivo, condizionante, totale.
Si può dire che la sua intera vita fosse calibrata sugli impegni associativi e che ne subisse volontariamente il ritmo.
L’Associazione Nazionale Alpini con tutta la miriade di gente che vi ruota attorno era il pensiero principale che lui ha vissuto nel Gruppo, nella Sezione e poi in Sede Nazionale. Non in modo alternativo ma in modo contemporaneo e sovrapponendo un numero impressionante di impegni.
Era nato a Milano nel luglio del 1927 e dopo aver frequentato il 3° corso AUC a Lecce nel 1949 aveva fatto il servizio militare, sempre accompagnato dall’inseparabile amico fraterno Sergio Gelo, nella 50ma compagnia del Battaglione Edolo a Dobbiaco, periodo di cui portava sempre un vivo ricordo.
Prima della fine del 1950, appena finita la naia, si iscrisse alla Sezione di Milano frequentando sin da subito con assiduità la sede sezionale. Erano gli anni del Presidente Bolla e nella sede il giovane Luciano iniziò a conoscere e frequentare quei personaggi che hanno fatto la storia della nostra Sezione. Tra questi anche don Carlo Gnocchi.

Nel 1953 si trasferì a Cinisello Balsamo dove sposò Lucia e da subito iniziò un intenso lavoro per la ricostituzione del Gruppo ANA fondato nel 1932 e che si era disgregato durante la guerra. Agli inizi degli anni sessanta, in seguito alla chiusura dell’azienda di trasporti in cui era impiegato a Milano, intraprese la professione di amministratore di condomini a Cinisello. La famiglia, arricchita dai due bocia Mauro e Stefano, il lavoro e gli Alpini sono le tre cose che da allora saranno la ragione della sua vita.

Rifondò il Gruppo coinvolgendo tanti alpini che avevano fatto la nuova residenza a Cinisello Balsamo, richiamati dai loro tanti paesi a causa della immigrazione interna nella metropoli che viveva in quegli anni i momenti della ricostruzione e poi del “miracolo economico”. Dal suo ufficio amministrava tante case, passava tanta gente e la prima informazione che lui chiedeva ai nuovi clienti era sempre la stessa: “Sei alpino?”

Il Gruppo rifiorì intorno all’attivo Capogruppo con il ritrovo del primo giovedì del mese, che ancora adesso è l’ “appuntamento”; da allora i soci sono diventati sempre di più.
E il nostro Luciano è stato un vulcano di idee: è di Cinisello il primo notiziario di Gruppo nella nostra Sezione e, forse, nella intera Associazione; siamo stati i primi ad effettuare la visita alle tombe dei soci “andati avanti”.
Le gite e le riunioni sono sempre state aperte anche alle morose ed alle mogli (“È il modo migliore per tenere i giovani” diceva Luciano), tutte idee innovative che poi venivano adottate in Sezione e da tanti altri Gruppi.
Pur essendo molto impegnato nel suo Gruppo consolidò le amicizie intessute nei primi anni del dopo naia anche in Sezione.

Negli anni sessanta fu costantemente al fianco del Presidente colonnello Dante Belotti; era quasi sempre Luciano che lo accompagnava nelle diverse manifestazioni, soprattutto nelle valli bergamasche, zone di provenienza del Colonnello dove ritrovava i suoi alpini e con loro ricordava i tragici giorni della ritirata di Russia.
Nel vivere quei momenti emozionanti così pieni d’affetto spontaneo che i reduci manifestano nei confronti di questo grand’uomo che, al comando del Battaglione Edolo con la sua determinazione ed il suo coraggio, seppe essere determinante nell’aprire il varco di Nikolajewka, Luciano assorbì lo spirito e la volontà di non disperdere nel tempo il ricordo di ciò che quegli uomini dovettero patire per permettere a noi di vivere una esistenza più serena.
Il valore della memoria è sempre stato il suo messaggio da trasferire alle nuove generazioni, e noi con orgoglio oggi vogliamo sempre essere testimonianza viva di ciò che lui ci ha insegnato.
Luciano fu sempre molto presente in Sezione costruì rapporti che saranno per la vita; tutti i successivi Presidenti sezionali Rezia, Colombo, Perini e Tona, lo hanno sempre avuto al fianco come prezioso consigliere e collaboratore, sempre impegnato a cementare gli alpini tra loro e in particolare i Gruppi con la Sezione.

Fu Capogruppo per venti anni, fu consigliere e vice presidente sezionale per tanti anni sino agli inizi degli anni 80 quando iniziò l’avventura in Sede Nazionale. Venne eletto Consigliere nazionale, nominato Tesoriere e Vice Presidente con il “mitico” Leonardo Caprioli che l’aveva voluto e che non lo lasciò anche alla fine dei mandati. Lo convinse infatti a coprire il ruolo di Direttore Generale per un’associazione che stava diventando sempre più grande e che si apriva al mondo in tanti scenari e a notevoli distanze.

Sempre attivo, propositivo ed infaticabile, era un capo poco diplomatico ma sempre diretto, preciso, inappuntabile; ma con il suo carattere da alpino si fece voler bene da tutti.
Fu tra i propugnatori della idea dell’Ospedale da Campo, e sostenitore della nostra Protezione Civile, anche se questo voleva dire scontrarsi con la burocrazia romana. Nel 1976, dopo il terremoto del Friuli, fu capo cantiere a Maiano e poi artefice dell’intervento in Armenia (primo intervento all’estero della nostra Protezione Civile e dell’Ospedale da Campo) e di tutti gli interventi che a quello succedettero, fu protagonista nella ricostruzione dell’Ospedale da Campo, motore del progetto per l’asilo di Rossosch e di altre tantissime iniziative dell’A.N.A.
Non ha mai dimenticato però il suo Gruppo che nel frattempo era passato alla guida di Giuliano Perini e poi di Lino Riva, Gruppo di cui andava orgoglioso e, anche quando impegni più alti lo occupavano, era sempre presente tra e con gli Alpini del suo Gruppo.

E la sua più grande soddisfazione è stata il vedere la realizzazione del sogno del Gruppo: la sede. Dopo averla seguita amorevolmente in tutte le fasi della costruzione, la additava a tutti come esempio, orgogliosamente.
Spesso il nostro Presidente Parazzini ricorda come ogni trasferta che insieme facevano per qualche impegno associativo (ed erano tante…) iniziasse o finisse immancabilmente al cantiere della sede in costruzione per mostrare come il lavoro di quelli che lui chiamava “i ragazzi “ andasse avanti.
E in quella sede nella primavera del 2002 tutti i suoi Alpini, quelli che lo hanno conosciuto ed amato in tanti anni di vita comune, lo hanno vegliato al momento in cui, tra tanti amici Alpini venuti da tante parti d’Italia a porgere l’ultimo saluto, è “andato avanti”.
Sono passati ormai sei anni da quando è nel Paradiso di Cantore, ma per gli Alpini del Gruppo la sua presenza è sempre viva.
Anche nel mese di febbraio dello scorso anno, nella ricorrenza del 5° anniversario della sua scomparsa la sede del Gruppo si è nuovamente riempita di amici provenienti da tante Sezioni che lo hanno voluto ricordare.

E questa presenza ancor più si è fatta sentire nel dare la forza a tutti i soci del Gruppo per intraprendere lo scorso anno in occasione del 75° anniversario di fondazione quella importante iniziativa di allestire e donare all’ospedale da campo l’unità mobile adibita alle trasmissioni e alla telemedicina satellitare che nel suo ricordo e in quello di Angelo Greppi, socio dello stesso Gruppo ed amico di sempre che lo ha raggiunto negli ultimi mesi, è la concreta rappresentazione del suo insegnamento: “Onorare i nostri morti aiutando i vivi”.
A Bassano del Grappa, nell’accompagnare il nuovo mezzo lungo il percorso dell’adunata, tutti noi abbiamo sentito vicina la sua presenza e quella dell’inseparabile amico Angelo.
Questo era ed è nel nostro ricordo Luciano Gandini, l’alpino Luciano.

Mauro e Stefano Gandini, con Giuliano Perini
[Primo]  [Precedente]  [Ritorna all'articolo principale]  [Successivo]  [Ultimo]
 

Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Milano
Via V.Monti, 36 - Milano - Codice Fiscale 80122270152 - Partita I.V.A. 06101210158
Copyright © 2004 - 2008 Sezione ANA di Milano - Webmaster: Michele Tresoldi - Gigi Rodeghiero

Web site powered by PostNuke ADODB database library PHP Language Supporto Italiano PostNuke
Questo sito è stato creato con PostNuke, un sistema di gestione di portali scritto in PHP. PostNuke è un software libero rilasciato sotto la licenza GNU/GPL. Puoi visualizzare le nostre news usando il file backend.php

Powered by AutoTheme

Powered by the AutoTheme HTML Theme System
Page created in 0.174080 Seconds