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GIUSEPPE REINA
Ultima modifica : 2009-07-06 15:39:23 (31653 leggi)
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Il Capitano Giuseppe Reina

Nella ricerca di materiale sulle grandi figure della nostra Sezione abbiamo trovato nel notiziario ‘Per ben operare’ del Gruppo di Abbiategrasso il testo a firma di Alberto Valsecchi che qui proponiamo e che parla di Giuseppe Reina, un Alpino che con il suo impegno ed entusiasmo diede un forte impulso alla costituzione di Sezioni e Gruppi nei primissimi anni di vita dell’ANA assumendo anche la carica di presidente Nazionale.
Le notizie sono tratte da informazioni della Sezione Bolognese Romagnola che annovera Giuseppe Reina come socio d’onore.



Troviamo molte notizie su Giuseppe Reina dalla storia della Sezione ANA Bolognese Romagnola che parte dal 18 ottobre 1922 annoverando fra i propri soci figure che, pur non essendo nate sul territorio, hanno apportato prestigio e motivo di orgoglio con la loro iscrizione come soci.
Il primo tra questi, rispettando l’ordine storico, è proprio Giuseppe Reina, milanese d’origine, figura notissima a livello nazionale in quanto è stato Presidente Nazionale dell’ANA dal 18 gennaio 1925 al 27 febbraio 1926.

Giuseppe Reina nacque a Mediglia in provincia di Milano il 3 maggio 1888. Entrò per la prima volta nell’Esercito come soldato volontario per un anno nel 1907 e fu destinato al 5° Reggimento Alpini dove conseguì il grado di Sottotenente.
Fu fra i primi ad arruolarsi allo scoppio della guerra e il 24 maggio 1915 era già in linea con il Btg. “Val Chiese” del 5° Rgt, Alpini sul Monte Corno. Passò successivamente al Btg. “Val Leogra” del 6° Rgt. Alpini quindi al “Monte Berico” sempre al 6° Alpini dove nel 1917 assunse con il grado di Capitano il comando della 93° compagnia. Con questo battaglione, nel quale vi erano diversi ufficiali bolognesi, operò a Coni Zugna, sul Pasubio e in Val Posina.
Nell’autunno del 1917 con gli eventi di Caporetto assunse volontariamente il comando del Btg. “Monte Berico” che condusse nella battaglia del Piave e in quella di Vittorio Veneto. Per questo suo comportamento si congedò nel 1919 con la promozione a maggiore per meriti di guerra e con quattro decorazioni al valor militare: due medaglie d’argento (maggio e luglio 1916) e due di bronzo (maggio 1916 e agosto 1917).

Riprese la sua attività professionale divenendo in breve tempo funzionario poi direttore della Banca Milanese di Credito.
Fin dalla sua fondazione l’8 luglio 1919 a Milano, l’Associazione Nazionale Alpini aveva trovato in lui uno dei soci più attivi. Non era passato molto tempo dalla costituzione dell’ANA che anche ad Abbiategrasso venne l’idea di riunire gli Alpini in congedo. Sulla spinta del Capitano Reina nel 1922 si fondarono le basi per raccogliere in quella che allora era la “Sottosezione di Abbiategrasso” numerosi di quegli Alpini, provenienti principalmente dai monti della vicina Valsassina e legati essenzialmente al mondo agricolo, che avevano scelto di stabilirsi in pianura per continuare le loro attività di agricoltori, lattai, casari. Giuseppe Reina fu appunto il primo Capo di quel Gruppo di pionieri dell’Associazione Nazionale Alpini in Abbiategrasso.

Nei suoi frequenti viaggi di lavoro a Bologna come funzionario di banca, non mancava di incontrare i vecchi commilitoni e futuri soci fondatori della locale Sezione: il Ten. Gustavo Mazzanti, il Cap. Mario Jacchia, il Cap. Gualtiero Alvisi, il Cap. Giuseppe Calmieri, il Cap. Antonio Roversi e il Cap. Cesare Righini. In occasione di uno di questi incontri, al Ristorante Diana nell’estate del 1921, si deve probabilmente proprio al Cap. Reina, allora già inserito nel direttivo nazionale, il suggerimento di costituire una Sezione dell’ANA a Bologna.

Trasferitosi nel 1926 a Bologna per ragioni professionali, ritrovò i vecchi compagni d’armi bolognesi e romagnoli del 6° Reggimento Alpini che erano stati nel 1922 fra i promotori della costituzione di una Sezione dell’Associazione Nazionale Alpini anche a Bologna.
Nell’Assemblea generale del febbraio 1925 venne eletto Presidente Nazionale, carica che dovette lasciare nel 1926 in quanto trasferito proprio a Bologna quale Direttore della locale sede della Banca. Al suo arrivo si inserì subito nella Sezione Bolognese Romagnola e l’Assemblea dei soci, consapevole che la sua esperienza e personalità portavano nuovo vigore associativo, lo elesse immediatamente e divenne il secondo Presidente della Sezione per il biennio 1926-1927. Le cronache del tempo che compaiono su “L’Alpino” mettono in evidenza l’importanza e l’apporto della sua presenza. Con la sua Presidenza di Sezione nacque nel 1926 il “Trofeo Alto Appennino” (che sarà ripreso nel 1966), nacque il Gruppo Alpini di Brisighella, si svolse un grande “Convegno” in Romagna (quello che oggi è il Raduno Sezionale) a Forlì e Bertinoro, e diventò una bella abitudine la frequentazione della sede sociale nella quale venivano promossi pomeriggi danzanti e serate d’incontro.
Nel giugno 1927 lasciò la Presidenza della Sezione a causa di un nuovo trasferimento per lavoro a Venezia, ma continuò ancora per diversi anni a mantenere la tessera di socio della Sezione, come compare nei ritrovati documenti. Nel 1928 rientrò definitivamente a Milano e nel 1930 venne nominato Consigliere Nazionale dal Presidente Nazionale Angelo Manaresi, carica che mantenne fino al 1943.

Nel corso della Seconda Guerra mondiale ha combattuto nel Comitato di Liberazione e nel secondo dopoguerra fu tra i promotori della rinascita dell’Associazione e tra coloro che si occuparono proprio del ritorno della Sede nazionale nella sede storica di Milano dopo la parentesi di Roma. Aveva nel frattempo raggiunto il grado di Ten. Col. Di lui abbiamo ancora tracce con l’impegno per il Rifugio Contrin; nel marzo del 1946 subentrò al bolognese Sandro Stagni quale Presidente della Commissione di gestione del Rifugio.
Fu nuovamente Consigliere Nazionale (questa volta eletto dall’Assemblea) e dal 1948 Vice Presidente Nazionale.

Morì improvvisamente a Milano dove risiedeva, giovedì 6 luglio 1950. Ai funerali presero parte le più alte cariche cittadine e associative con il Labaro Nazionale e numerosi Vessilli di Sezione. Gli onori militari vennero resi da un picchetto armato di giovani alpini e la salma venne tumulata nel Cimitero Maggiore di Milano.
Gli Alpini del Gruppo di Abbiategrasso devono essere ben fieri di avere avuto come fondatore un simile Alpino e la Sezione Bolognese Romagnola e l’Associazione tutta hanno avuto in lui un dinamico Presidente e animatore.

Alberto Valsecchi
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