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VECI E BOCIA 2-2011
Ultima modifica : 2011-06-24 14:48:40 (24134 leggi)
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Notiziario della Sezione ANA di Milano - edizione: giugno 2011

IL NUMERO 2 DEL 2011 E' STATO MANDATO ALLA STAMPA IL 20 GIUGNO

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L’84ª ADUNATA NAZIONALE DI TORINO

Nel panorama musicale italiano c’è un gruppo torinese (tra l’altro, mio preferito) che si chiama Subsonica. Nel 2000 questo gruppo incise una canzone intitolata “Il cielo su Torino” tratta dall’album “Microchip emozionale” e nel ritornello di questa canzone vengono ripetute le strofe «…il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco…» e «…il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco…». Mai titolo è stato più azzeccato per poter parlare dell’84ª adunata nazionale degli Alpini. Un’adunata stupenda in una città fantastica, guidata ancora per qualche giorno dall’artigliere alpino Sergio Chiamparino prima della fine del suo secondo mandato da sindaco, che ha risposto pienamente e con calore, in tutti i sensi, visto il gran caldo che ha accompagnato tutta la sfilata della domenica dopo tutta la pioggia presa lo scorso anno a Bergamo.
Ma è stato anche un raduno “sofferto” all’inizio per moltissimi Alpini, me compreso, che è cominciato con dei disagi notevoli a causa dello sciopero indetto dalla CGIL di venerdì 6 maggio che nel cruciale snodo di Milano Centrale, come amara sorpresa una volta giunti sul binario, ha fatto cancellare alcuni treni diretti a Torino fin nel tardo pomeriggio, e quindi per questo con ancor più il desiderio di raggiungere il prima possibile il capoluogo piemontese.
Il venerdì poi, al di là dell’alzabandiera che ha dato il via ufficiale alla tre-giorni alpina ed al quale hanno partecipato il nostro Presidente Boffi accompagnato dal fidato Giancarlo Piva, è stato piacevole rivedere, dopo quello dello scorso anno a Bergamo, il passaggio delle Frecce Tricolori nel cielo su Torino durante il discorso del Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa. Una giornata quella del venerdì dedicata da tutte le penne nere già presenti sul territorio più che altro a conoscere le meraviglie della città come Palazzo Carignano, sede del primo Parlamento d’Italia, il museo del Risorgimento, l’Armeria Reale, ma anche le bellezze artistiche ed architettoniche della Reggia di Venaria Reale e della Palazzina di Caccia a Stupinigi tanto per fare due esempi, prima del grande affollamento. Anche la Cittadella degli Alpini, situata all’interno dei Giardini Reali insieme a diversi altri stand e visitata subito il sabato mattina per non perdere nulla del resto della giornata, ha fatto la sua parte ospitando migliaia di visitatori attratti dal mondo degli Alpini professionisti e dei mezzi a loro in dotazione.
È stato anche un raduno dalle tinte rosa (ma sempre con il verde-alpino predominante) visto che oltre alla Festa della Mamma della domenica, era in programma sabato pomeriggio in Piazza Vittorio Veneto l’arrivo della prima tappa del Giro d’Italia di ciclismo che ha richiamato tanti appassionati delle due ruote e che qualche inconveniente l’ha creato, con la città mezza paralizzata per questo evento ma che gli Alpini hanno saputo comunque superare.
È stata una festa continua in questi tre giorni, specialmente nella serata del sabato con una notte bianca di quelle che vanno tanto di moda, dalla stazione di Porta Nuova lungo tutta Via Roma e tutte quelle adiacenti da un lato, da Piazza Vittorio Veneto e via Po dall’altro, passando per Piazza S. Carlo e Piazza Castello, centro dell’Augusta Taurinorum sia amministrativo che culturale e cuore pulsante della vita mondana di tutti i giorni, invaso di penne nere e abitanti torinesi ma non solo, in un unicum pieno di grandi emozioni che la città sabauda difficilmente rivivrà a breve.
Si sono rivisti i cori e le fanfare improvvisate nelle strade a coinvolgere tutti allegramente. Che si stia ritornando ai tempi in cui tutto questo era la normalità alle adunate? E dopo tutta questa “ubriacatura” di festeggiamenti positivi andati avanti fino a notte inoltrata, ecco che alla domenica mattina si è ripetuto come ogni anno il miracolo dell’orgoglio alpino capace di far sì che tutta la baldanza della sera precedente lasciasse il passo alla sfilata ordinata, alla serietà, alla fierezza dell’essere Alpini con la A maiuscola. I tre chilometri e mezzo di sfilata previsti nei quali la cittadinanza torinese ha esultato, festeggiato e sostenuto con sorrisi, ringraziamenti e applausi gli Alpini, sono scivolati via in assoluta compostezza senza per questo smettere di sorridere, ringraziare e complimentarsi a nostra volta con Torino e tutti i suoi abitanti. E in quest’annuale festa di popolo, che non ha eguali da nessun’altra parte, anche la nostra Sezione ha fatto la sua splendida parte all’ombra della Mole Antonelliana, presentandosi in massa a questo appuntamento con tutti i suoi Gruppi sparsi in tutta la città ancora imbandierata di tricolori, con uno striscione che seguendo il tema proposto dalla Sede Nazionale univa i festeggiamenti dello scorso 17 marzo con le penne nere: “Dal 1872 l’Italia unita può contare sugli Alpini”, e accompagnata dalle fanfare di Ombriano e di Inverso Pinasca.
È difficile fare dei paragoni con l’adunata dello scorso anno: a Bergamo c’erano cinquecentomila persone e sicuramente più entusiasmo, a Torino si è vociferato ci siano state addirittura seicentomila persone (ma bisogna tener conto anche che il capoluogo piemontese è molto più grande e popoloso rispetto alla città lombarda) e forse c’era un filo meno d’entusiasmo. Ma comunque al tirar delle somme si può a buona ragione affermare che sull’onda lunga dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia la prima capitale d’Italia, nonché “Capitale degli Alpini” per un lungo fine settimana, non ha deluso né tradito le attese di tutte le penne nere lì giunte da tutta Italia e dal resto del mondo (tra l’altro qui vi è stata l’ufficializzazione della nascita della 37ª Sezione estera: quella Balcanica-Carpatica-Danubiana presieduta dall’Alpino nonché ambasciatore italiano a Sofia Stefano Benazzo e formata dagli Alpini dei Gruppi Bulgaria, Bucarest e Transilvania residenti all’est Europa) e dei torinesi.
Anzi, per citare quanto ho scritto all’inizio: “il cielo su Torino” si è colorato di verde nonostante l’azzurro intenso, ha riso, si è divertito, ha accompagnato e si è mosso a fianco degli Alpini in questa 84ª adunata nazionale. Il prossimo anno il raduno sarà in Trentino Alto Adige a Bolzano e, nonostante le difficoltà che verranno fuori per via delle croniche diatribe territoriali e storiche che vanno avanti da anni, sono sicuro che ne verrà fuori ancora una bella adunata in una splendida regione a vocazione alpina, dove moltissimi di noi ci hanno passato alcuni mesi di servizio militare col cappello alpino ben calcato in testa.

Dario Bignami
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