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VECI E BOCIA 2-2007
Ultima modifica : 2007-12-29 13:42:44 (28947 leggi)
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Notiziario della Sezione ANA di Milano - edizione: giugno 2007

LEGGETE IL NUMERO 2 DEL 2007 !

Il numero di giugno di "Veci e Bocia" è finalmente disponibile nel sito della Sezione, mentre è ancora in fase di consegna.
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Il logo per l'edizione on-line di "Veci e Bocia" vuole ricordare che questa versione del notiziario della Sezione non rispecchia necessariamente in tutti i contenuti quella stampata, che rimane sempre e comunque la versione ufficiale.

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ARTICOLO ESCLUSIVAMENTE ON-LINE:


Caro BOSS resterai sempre con tutti noi !


Caro Sergio,

ci conosciamo da tanto tempo, ma i nostri rapporti sono diventati più stretti e diretti “grazie” (pensa te…!!) ad una causa che mi avevi affidato, che riguardava non tanto te direttamente, ma tua moglie Giovanna avverso lontani parenti e confinanti, per una questione di proprietà di una porzione di cortile in San Colombano al Lambro.
Io ero ancora nello studio di via Visconti di Modrone al 3, e lì ci siamo visti tante e tante volte dal 1992 (quando iniziò la causa) sino al 1999 (mi ero già trasferito in Corso di Porta Vittoria), quando finì tale causa con la sentenza.
Mi ricordo le riunioni che facevamo nel mio studio, tu, Giovanna ed altri….
Tu che ogni tanto alzavi gli occhi al cielo ed avevi voglia di mandare (da buon veneto!) tutto in m…..

Grazie proprio a questa causa i nostri rapporti si intensificarono, tanto che nel 2000 ti venne lo schiribizzo – in occasione dei preparativi del 25° anniversario della costituzione del tuo Gruppo di Lainate – di propormi di fare, diciamo, il “relatore” ufficiale della manifestazione che si sarebbe tenuta in giugno di quell’anno. Mi preoccupai fortemente, perché quasi nulla sapevo della “storia” del tuo Gruppo: ma organizzammo varie serate, anche presso la tua Sede, nelle quali pazientemente ma scrupolosamente, mi fornivi (ed io, lì, a scrivere su foglietti volanti sotto dettatura in fretta, per paura di perdere qualche dettaglio per te importante) dati, date, nomi, eventi, particolarità, insomma la storia del tuo amato Gruppo, al quale, evidentemente, volevi far fare una bella figura.

Conscio di ciò, mi misi sotto, in quel maggio 2000, e buttai giù ben 15 pagine di appunti che sottoposi, comunque, alla tua lettura, attenzione e correzione.
Aggiungemmo nomi, correggemmo date, era tutto un frenetico preparare quel testo dal quale non doveva mancare proprio nulla.
Ci tenevi moltissimo che tutti comparissero nella “storia” del Gruppo, che non mancasse nessuno. Erano i tuoi Alpini. Erano i tuoi “figli”.
Era infatti la tua seconda “Famiglia”… come si può dimenticare un nome od un elemento importante di una famiglia?!

Arrivammo finalmente in giugno, iniziarono i festeggiamenti con la splendida affollatissima serata dei Cori del 3 giugno 2000: ricordo ancora l’emozione fortissima dell’arrivo improvviso del Coro ANA Sezione Valsesiana “Alpin dal Rosa”, con la sua entrata festante con trombe e tamburi, a ritmo di marcia, al centro della sala, ed il Coro “Stella Alpina di Rho”.
Una allegra, splendida serata.
Il giorno dopo, il 4 giugno 2000, sotto un sole cocente, la S. Messa al campo, celebrata da Don Lodovico Balbiani, sacerdote dal 22.5.1948, di Bellano, cappellano militare dei Bersaglieri e degli Alpini ed a quel tempo Parroco di Longone al Segrino, Erba.
Sergio avevi un rapporto di stretta comunanza con Don Lodovico: quest’ultimo, infatti, partecipava sempre alle Adunate con il tuo Gruppo frequentandolo assiduamente anche per gli eventi (felici e tristi) della vita associativa.
“Per lui ci sarebbe da dedicare un’intera orazione di un giorno intero e forse non basterebbe la sua vita: un romanzo di fede, avventura, ideali, natura, cielo, cime alpine, vette, mari, nulla gli è precluso... ha fatto il paracadutista, ha volato con l’aliante, con il deltaplano e con il parapendio, è stato speleologo e sub, alpinista... e che alpinista!! Ha aperto una via sui Corni di Canzo che si chiama “Pilastro Del Prete...Via Don Lodovico”; è stato sull’Himalaja, in Kenia, sul Kilimangiaro...” (mi aveva sottolineato Sergio con emozione ed affetto).

Subito dopo la S. Messa (con il sole che batteva ancor di più a picco e con la presenza del Sindaco Romanò e dell’Assessore alla Cultura signora Cavalli (con la quale, ai tempi, tu avevi avuto le prime animate discussioni, poi sfociate in amicizia, stima e fiducia) e gli invitati che attendevano, frettolosi, di incominciare il rancio, toccò al sottoscritto pronunziare la relazione ufficiale dei festeggiamenti.
Ricordo che tirai fuori dalla tasca della giacca quelle 15 pagine di appunti che spaventarono non poco i presenti che temevano, forse, di rimanere lì bloccati per ore (si sa come sono ripetitivi e certe volte inutili certi “discorsi ufficiali”).
Ed invece, con molta commozione mia, e molta pazienza dei presenti (soprattutto degli Alpini del Gruppo di Lainate), riuscii a portare a termine il mio discorso, sotto lo sguardo paterno, vigile, burbero ed affettuoso di Sergio, che stava attento che io non dimenticassi neanche un nome, neanche un particolare.
Per lui era troppo importante che tutti, proprio tutti, venissero ricordati in quell’occasione irripetibile.
Ogni tanto mi lanciava occhiate di approvazione ed alla fine un suo bel sorriso - quando mi toccò (inevitabilmente) – di parlare anche di lui, del “Boss”, mi ripagò di tutta la saliva pagata – sotto quel sole e sotto il mio cappello alpino - per leggere tutte le 15 pagine di appunti.

Mi ricordo che esordii proprio, giustamente, sotto tuo preciso ordine, con il resoconto di come si fosse costituito il Gruppo di Lainate.
Le tue parole testuali da me riportate: “All’inizio erano in pochi: solo qualche alpino di Lainate ed una grossa colonia veneta (venuta per ragioni di immigrazione e lavoro) – Il Gruppo è nato ed è stato “pensato” all’Adunata di Firenze del 1975 dai 2 soci “fondatori”: l’alpino originario di Lavalle Agordino Sergio Crose e l’alpino di Campolongo sul Brenta - Bassano del Grappa Tony Orlando. Come è nato il Gruppo?: da una circostanza fortunosa, quelle circostanze che poi cambiano la vita delle persone ...eh sì, perché Sergio e Tony hanno di fatto cambiato la vita di tanti e per sempre.
Ecco come è andata: Sergio Crose riconosce, per puro caso, nella massa degli alpini presenti a Firenze, il Tony Orlando: lo riconosce vedendo sul cappello di quest’ultimo lo stesso distintivo rosso e rotondo “Terribile” - della 145ª Compagnia Batt.glione Trento - apposto sul proprio cappello alpino. Al ritorno da quella bagnatissima Adunata, Sergio e Tony decidono - nella piazza di Lainate, Largo Vittorio Veneto - di raggruppare tutti gli alpini residenti nel circondario del paese e di fondare un vero e proprio Gruppo ANA”.

Una storia davvero bellissima! Il Gruppo venne poi a tutti gli effetti costituito e benedetto la domenica del 19.10.1975 con la signora Cecilia Dal Ferro come Madrina (madre dell’alpino del Gruppo, Silvano Dal Ferro) ed il suo primo Capogruppo (e lo sarà dal 1975 al 1984) il piemontese della Val d’Ossola (in mezzo a tanti veneti) Benvenuto Mazzocco il quale ospita di fatto il Gruppo, dandogli così una prima Sede, al piano inferiore della propria erigenda casa, alla periferia del paese. La seconda per così dire “Sede” ufficiale (dal 1977 in poi) sono stati 2 locali assegnati dal Comune agli alpini, e siti nella Villa Litta (qui gli alpini di Lainate facevano lo loro festa alpina tradizionale: un luogo d’incontro per 2 salamini in compagnia...). Il Comune poi ristruttura tutta l’area di Villa Litta ed assegna un altro luogo di ritrovo agli alpini di Lainate (dal 1984): un’aula della ex scuola elementare di Barbaiana di Lainate: si era però lontani dal “cantiere” che nel frattempo, gli alpini e gli amici degli alpini, avevano aperto per ristrutturare l’attuale sede Baita Alpina... ed allora il Dante Bertoldo, amico degli alpini e figlio di Primo Bertoldo, mette a disposizione la casa del padre per le riunioni di organizzazione del cantiere (la casa di Primo Bertoldo era vicina all’erigenda sede). La nuova Sede viene inaugurata il 1° maggio 1987, data scelta apposta perché festa dei lavoratori: gli alpini avevano lavorato (e sodo) per farsi la casa, questa bella baita che tutti riconoscono dal piazzale e dal Cippo posto proprio davanti alla Sede. Sergio mi avevi invitato fortemente, anche, a ricordare le “figure storiche del Gruppo”, ci tenevi alla “Memoria”, e così riportai in primo luogo i 4 Cavalieri di Vittorio Veneto che erano presenti alla partenza del Gruppo, sempre entusiasti: Sentinelli, Mapelli, Garavaglia, Pessina Camilleù, tutti e 4 presenti il 19.10.1975 all’inaugurazione del Gruppo e premiati con diploma. Sergio mi raccontasti, anche, che c’era chi si ricordava con nostalgia di quei fantastici momenti che il Sentinelli, all’inaugurazione del Gruppo, dalla felicità ed entusiasmo era saltato dal palco (a 80 anni!! di sicuro si sentiva ringiovanito) rompendosi una gamba: non poté partecipare alla sfilata del giorno dopo... Passammo, quindi, alla premiazione dei Veci del 4.6.2000: Bepi Zannini, detto “Vecio” classe 1917, artigliere alpino fronte occidentale e jugoslavo; Mario Bettoni, classe 1916, alpino bresciano di Sarnico della Tridentina, Campagna e ritirata di Russia con il Gen. Reverberi, Arturo Costa (Babbo Natale), mancato nel 1987 presente la moglie, signora Rosina, Madrina della Sede, Gianni Bisarello, terzo Capogruppo (a lui il merito dell’entrata della Protezione Civile nel Gruppo) con la moglie signora Anna, sempre presente alla vita associativa del Gruppo, Erminio Dozzi mancato nel settembre 1999, alpino del 7° della Cadore (era lui che dava i soprannomi agli altri alpini del Gruppo, lui era il “Vice Boss”). Quando è entrato nel Gruppo ha dato una svolta: grande impegno, entusiasmo, volontà, trascinava gli altri, era l’Alfiere del Gruppo, ed era sempre presente con tutta la sua famiglia. Quel 4 giugno 2000 erano presenti la signora Marta e le figlie Laura ed Elena. Di lui Sergio mi avevi raccontato l’enorme carica di simpatia contagiosa. Non ci sono parole per poterlo ricordare adeguatamente!!…mi dissi. Poi: Claudio Meggiolaro, alpino del 5°, l’ideatore di tutto! Mi dicevi Sergio: “Possiamo dire che “esiste da sempre” con il suo “laboratorio” a casa nulla viene perso o buttato via da lui, di lui i primi salamini con la griglia automatica azionata da motore di lavatrice, la croce di legno a misura del capogruppo ...Crose di nome e di fatto; l’originale Presepio con i chiodi di mulo visibile in sede”. Di Maggiolaro anche l’”ultima” Aquila, posta quel 4 giugno al Cippo avanti la Sede. E poi, Giacomo Boldini, detto “Ruspa” per la demolizione della vecchia costruzione (lo storico edificio pubblico che stava crollando), per la costruzione della nuova sede ha dato i mezzi necessari, si è reso sempre attivo e disponibile, ha messo a disposizione il terreno per la raccolta del rottame ...e non per ultimo merito ha portato lo “spiedo bresciano” al Gruppo; Riccardo Bonalumi alpino della Tridentina, varesotto di Luino, segretario a vita del Gruppo; Tony Orlando “Brontolo”, fondatore del Gruppo ed anima dello stesso e della Sede: è lui infatti che coltivava amorevolmente l’orto, curava i fiori, teneva in ordine il giardino, faceva la manutenzione della Sede ed era Consigliere a vita; Dionisio Ferrario, detto “Medaglia” poiché titolare di Med. d’oro della Divisione Garibaldi. Nella mia lunga relazione citai, sempre su tua pressione Sergio, anche gli “Amici degli Alpini” (all’epoca in 23): Sandro Serina, il “Satanasso” se esiste la nuova e bellissima sede degli alpini di Lainate è anche merito suo per l’entusiasmo e disponibilità nella costruzione della sede: è l’animatore continuo del Gruppo, Bruno Grandi, detto “Strascie’”per la raccolta del rottame utile al fondo per la costruzione della nuova sede; e Dante Bertoldo che si è dedicato moltissimo alla costruzione della Sede.

Altro tuo ordine: ricordare: “Frate Padre Faccin detto "Sasso", mancato nel 1986: era lui alla Messa di inaugurazione del Gruppo, aveva partecipato alla ritirata di Russia ...tirava i sassi sulla testa degli alpini che bestemmiavano ...da lì il soprannome “Sasso”, era cappellano militare di Arturo Costa: gli alpini di Lainate sempre andati alla sua festa del Convento di Lonigo (era una festa alpina...), menù sempre uguale: risotto coi fegatini, arrosto e contorni di insalata dell’orto dei frati...un amore viscerale per gli alpini, ha scritto 2 libri, tuttora nella Cappella degli Alpini di Lonigo: 1) un elenco degli alpini dispersi e caduti in Russia, 2) libro elenco degli alpini morti in patria a seguito di ferite malattie e sofferenze patite nella campagna di Russia”.

Quanto alle attività del gruppo citai la Protezione Civile dal 1975 (Friuli - Irpinia - Alessandria (Quartiere Orti) - Valtellina - Versilia - Umbria (Foligno), la manutenzione del Canale Villoresi, la partecipazione alla ”ASGE’AF” con la Fiera di San Rocco di settembre, il gemellaggio con il Gruppo LAFRA “La Fratellanza” e l’amicizia profonda con la signora Anna Ambrosiano in Patatti, oltre che con la Croce Rossa, l’AIDO e l’AVIS. Tu Sergio mi facesti ricordare anche che tutte le notti di Natale dal 1975 al 2000, in piazza, davanti alle chiese di Lainate, Barbaiana e Grancia il Gruppo faceva il vin brulè per tutti. Poi di nuovo il discorso ricadde sull’Aquila, simbolo della Sede, che una volta era di bronzo, ma vandali l’avevano per ben 2 volte rubata sul Cippo posto nel piazzale antistante la Sede: la prima, che era stata donata era particolarmente bella, con lo sguardo rivolto verso la Sede. Quel 4 giugno 2000 volteggiava la nuova aquila di Claudio Meggiolaro.
Poi venne il ricordo degli “Amici” del Gruppo di Lainate: Gruppo ANA di Roè Volciano, Sezione di Salò Montesuello, sempre assieme dall’Adunata di Bergamo del 1986, il Gruppo ANA Monte Marzo, Sezione di Asti, con cui Lainate intratteneva grande amicizia alpina con scambi di feste, il Gruppo ANA di Piateda, Valtellina, un rapporto duraturo da anni, il Gruppo ANA di Boves e con i Cori Stella Alpina di Rho da 17 anni (ogni anno alla S. Messa per i defunti) ed il Coro ANA Sezione Valsesiana Alpin dal Rosa. Quasi per finire, Sergio mi ordinasti, ed io eseguii, di citare i soprannomi degli alpini ed degli amici degli Alpini del gruppo: Il Boss (Sergio), Maledetto, Satanasso, Brontolo, La Troya, Il Vecio, Bassano, Il Giornalista, L’ideatore, Menego, Piccolo Orologe’, Giovanun, Segretari, Aido, Betu’, ecc. (come una volta c’erano anche: Massadur, Il Sacrista, Strascie’, Medaglia, ecc.).
In Sede, a testimonianza di ciò, vi sono tantissime tazze, tutte con il soprannome degli alpini: quest’usanza è nata con la Sede nuova.
Oggi, Sergio, dopo la tua cerimonia funebre, abbiamo fatto un salto in Sede, nella tua Sede, ove i tuoi Alpini – stai tranquillo – ci hanno rifocillato di panini, prosecco e dolci.
Ho alzato gli occhi sopra al bancone ed ho visto la tua tazza, quella del “Boss”, appesa in attesa, oramai più, che il suo legittimo proprietario la tolga per un’ombra di quel bon ….mi sono ovviamente commosso e mi è venuta una stretta al cuore.

Per finire questo mio lungo ma doveroso ricordo (il Sacerdote celebrante, questa mattina, ha riferito a tutti i fedeli raccolti accanto al tuo feretro col Tricolore, che avevi lasciato precise disposizioni di non fare alcun elogio funebre sulla tua persona: così ha fatto - altro ennesimo gesto di grande umiltà: a te non interessavano gli incarichi, gli “alti ruoli associativi”, l’”apparire”….a te interessava fare) che sono sicuro ti farà piacere perché rappresenta anni ed anni della tua lunga vita di Alpino e di Capogruppo di Lainate, faccio un’eccezione, scusami, ma te la devo.

Concludevo quel mio lungo discorso, il 4 giugno 2000, con queste testuali parole: “Ora quest’ultimo si arrabbierà, perché mi aveva espressamente ordinato di non parlare di lui. . . ma come si fa a non parlare - come avevo detto all’inizio - del “capofamiglia” di questa grande famiglia alpina di Lainate? Come si fa a parlare un po’ di tutti e non di lui di questa testa calda, di questo – talvolta - mezzo matto Capogruppo ostinato, cocciuto, ma sempre pronto al bene dei suoi amici e facile alla commozione per chi, come tanti oggi assenti, non possono più partecipare alle feste ed alle ricorrenze di Gruppo?! Devo confessarvi che la maggioranza degli appunti che avevo preso per questa celebrazione mi erano stati forniti dal Sergio: ebbene, tutti voi non potrete mai immaginare l’entusiasmo con cui mi riferiva di questo e di quello, la preoccupazione di non dimenticare qualche dettaglio od avvenimento importante la commozione nel ricordare carissimi fratelli andati avanti. Il Sergio ha un cuore buono e sincero come il suo sorriso, si scalda ed appare brusco e duro in taluni suoi atteggiamenti, pare aggredirti con veemenza. . . così come poi, subito dopo, riesce a darti una pacca ed a portati davanti - perché no? - ad un bicchiere di vino e ritornare in armonia. Ma la sua famiglia alpina è per lui prima di tutto, così come sono importanti per lui gli amici, dal primo socio del 1975 all’ultimo iscritto del 2000, un vero diavolo in corpo il vostro capogruppo …che di sicuro ha preso dal nonno Antonio, Cavaliere di Vitt. Veneto, ed indomito combattente delle Tofane. . .[come ci tenevi a tuo nonno…me ne parlavi sempre!!]
Il Sergio, un tizzone sempre acceso e pronto a fare, ad andare insieme ai suoi alpini, che Dio lo conservi così com’è, così come vi conservi tutti insieme sempre amici e fratelli quali veramente siete. Il mio migliore augurio per il Vostro Gruppo per la vostra meravigliosa avventura iniziata nel 1975, per ancora tanti e tanti anniversari tutti insieme accumunati dall’amore per il seme che solo la Penna dell’alpino sa far germogliare in pianura così come sui nostri meravigliosi monti d’Italia!”

Ecco, Sergio, ho quasi finito questo mio ultimo affettuosissimo saluto.
Nell’ottobre 2000 inviai al tuo Gruppo una cassetta VHS che io (la sera dei Cori del 3 giugno) e mia moglie (il 4 giugno: la S. Messa ed i discorsi) avevamo registrato dal Video 8 della mia videocamera. Forse il tuo Gruppo ha ancora tale cassetta e può rivedere quei momenti felici e rivederti al massimo della serenità e consapevolezza di aver organizzato un 25° importante. In mezzo a tutta quell’allegria, però, tu avevi solo un piccolo grande neo per la Festa: la preoccupazione per lo stato di salute del tuo Brontolo (Tony Orlando) che, infatti, di lì a pochi mesi, andò avanti con grande commozione e tristezza di tutti voi e noi. Brontolo, l’Alpino dal distintivo rosso e rotondo “Terribile” della 145ª Compagnia Batt.glione Trento, fondatore del Gruppo, anima dello stesso e della Sede e Consigliere a vita, tuo inseparabile Amico, che nel filmino si vede in piena attività a preparare ed abbrustolire salsicce ed arrosticini…!!

Veniamo a te, Sergio: ti ho sentito l’ultima volta nel gennaio di quest’anno.
Mi avevi telefonato in ufficio, voce salda e vispa come sempre, mi avevi accennato ad un brutto male ad un polmone che ti aveva attaccato, ma mi avevi assicurato che avevi fatto le cure, che tutto era passato, che eri tranquillo e che ci saremmo rivisti presto. Solo all’Adunata di Cuneo in maggio sono venuto a sapere che le tue condizioni di salute erano peggiorate, di molto. Ne rimasi affranto.

Sono passati un mese e mezzo e l’altro ieri la tristissima notizia che ci hai lasciati. Troppo presto, e troppo troppo giovane.
Non posso immaginare le sofferenze che hai patito, per pudore non ho voluto chiamarti al telefono in questi mesi, per non doverti far dire cose tristi sulla tua condizione. Neanche ho avuto il coraggio di chiamare la tua dolcissima Giovanna, senza però smettere un attimo di pensare a voi due. Ho atteso sperando in un qualcosa che ogni tanto succede, ma non è avvenuto. Ora è finita, ora hai finito i patimenti, ora sei in quel Paradiso di Cantore citato anche questa mattina dal Sacerdote, senza più pene e sofferenze. Le hai lasciate a noi tutti, tutti presenti questa mattina (con tantissimi Alpini e Gagliardetti, oltre ai tuoi Presidenti della Sezione di Milano Perini, Tona ed Urbinati con Vessillo) vicino alla tua dolce Giovanna, ai tuoi figli ed a tuo fratello.

Allo squillo di tromba in Chiesa è seguito un silenzio sacrale. Un Grande Alpino è andato avanti. Un Alpino, un Uomo come ce ne sono pochi, come non ce ne saranno più. Mi restano mille ricordi e mille rimpianti per cene alle quali mi invitavi spesso, ma alle quali non riuscivo a venire per il maledetto lavoro e la distanza. Hai lasciato a tutti noi un’impronta indelebile, come di scarpone da montagna con ramponi nella roccia: un’impronta forte e sincera che non ci lascerà più.

Sei stato davvero il “BOSS” in tutti i sensi. Un Uomo buono, leale, affettuoso, e pronto sempre a tutto. I tuoi occhi guizzanti, furbi ed allegri sono la cosa che mi mancheranno di più, insieme a quell’Amicizia vera e sincera che mi esprimevi sempre. Oggi, al ritorno dalla tua Messa il cielo era un po’ velato, un po’ d’afa addosso, insieme ad un grande sconforto e ad una infinita tristezza. Tornando a Milano poi è scoppiato un breve ma intensissimo temporale che ha ripulito di colpo l’aria, scoperchiato il cielo, consentendo la visione dei primi limpidi monti a nord di Milano.
Ecco, sono sicuro, proprio tutto l’arco alpino italiano ieri si è rasserenato per te, il cielo si è pulito, l’aria è diventata tersa, pulita e lucente come l’acqua dei ruscelli di montagna, i monti splendenti ed azzurri alla sera. Tu, dall’alto, avrai potuto godere delle tue Dolomiti, delle tue amatissime montagne, senza più alcuna ombra di afa, di nebbia, di sofferenza. Ora tutte queste montagne sono tue per sempre! Sei finalmente sui monti col tuo grande nonno Antonio, Cavaliere di Vittorio Veneto, ed indomito combattente delle Tofane !

Ciao carissimo inimitabile Sergiù, ti abbraccio per l’ultima volta, ciao Boss, sappi che resterai per sempre nel cuore di chi ti ha conosciuto. E, soprattutto, come tu ci tenevi tanto, ciao Alpino della “Terribile” - 145ª Compagnia Battaglione Trento!! Ora, dopo 7 anni, hai raggiunto il tuo “Brontolo” Tony Orlando, hai ricostituito Lassù parte della tua adorata Compagnia, siete finalmente insieme, riuniti come ai primi tempi della fondazione del tuo Gruppo, siete in montagna, anzi nelle Montagne più belle e più alte, quelle meritate del Signore!
Ti voglio tanto bene.

Milano, 4 luglio 2007.

Gianni Lodi
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