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VECI E BOCIA 3-2007
Ultima modifica : 2007-12-29 13:37:30 (29555 leggi)
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Notiziario della Sezione ANA di Milano - edizione: novembre 2007

LEGGETE IL NUMERO 3 DEL 2007 !

Il numero di novembre di "Veci e Bocia" è finalmente disponibile nel sito della Sezione, mentre è ancora in fase di consegna.
Ragioni di bilancio hanno limitato a tre i numeri del notiziario per l'anno 2007, quindi l'ultima edizione è stata fatta uscire in novembre per meglio seguire la cronaca degli ultimi mesi dell'anno.
Cliccate qui per scaricarlo



Il logo per l'edizione on-line di "Veci e Bocia" vuole ricordare che questa versione del notiziario della Sezione non rispecchia necessariamente in tutti i contenuti quella stampata, che rimane sempre e comunque la versione ufficiale.

Cliccate qui per aprire la pagina "Lo scaffale di Veci e Bocia", da cui si accede a tutti i numeri presenti on-line.



I SEGUENTI ARTICOLI SONO ESCLUSIVAMENTE ON-LINE:

IL 20° DI FONDAZIONE DEL GRUPPO DI DORNO E RADUNO DELLA SEZIONE DI PAVIA

IL 60° DI FONDAZIONE DEL GRUPPO DI BOGNO DI BESOZZO

L’80° DI FONDAZIONE DEL GRUPPO ANA DI PISOGNE

LA 55° ADUNATA DELLA SEZIONE ANA SALO’-MONTE SUELLO

L’85° DI FONDAZIONE DELLA SEZIONE VALSESIANA

LA 56° FESTA GRANDA A CAORSO


IL 20° DI FONDAZIONE DEL GRUPPO DI DORNO E RADUNO DELLA SEZIONE DI PAVIA


La comunità dornese ha festeggiato domenica 7 ottobre il ventennale di fondazione del proprio Gruppo Alpini e lo ha fatto in maniera esemplare.
Questo piccolo paese della bassa pavese (mi si perdoni il gioco di parole) ha saputo accogliere in modo egregio tutti gli alpini ospiti convenuti sia dai Gruppi sezionali pavesi (era anche giornata di Raduno sezionale) sia dalle Sezioni e dai Gruppi giunti da più lontano.
Un paese stretto intorno alle proprie penne nere, sempre presenti e disponibili in ogni occasione di cui c’era e c’è bisogno, che traboccava di gioia per questo traguardo raggiunto, che non vuol essere un punto d’arrivo ma di partenza verso altri anniversari da festeggiare nella migliore tradizione alpina.
All’ammassamento presso il Monumento all’Alpino d’Italia il via-vai di penne nere era già evidente fin dalle prime ore della mattinata, Gruppi provenienti dalle località più disparate si stavano ritrovando per rendere omaggio agli alpini di Dorno e far festa insieme a loro.
Immancabili sono stati gli amici del Gruppo di Ronchi dei Legionari della Sezione di Gorizia che si sono sobbarcati molti chilometri di viaggio pur di essere presenti. Ben dieci i vessilli ospiti: Como, Bergamo, Brescia, Monza, Valle Camonica, Alessandria, Casale Monferrato, Piacenza, Modena, Imperia ed una sessantina di gagliardetti. Inquadrati in maniera egregia dal generale in congedo Vittorio Biondi, alle 10 in punto vi è stato l’alzabandiera con l’inno nazionale cantato da tutti i presenti.
Con dovuta cura poi, s’è formato il corteo alpino che ha quindi sfilato per le vie di Dorno al ritmo del Corpo Bandistico di Fontanella fino al monumento ai Caduti dove, dopo un altro formale inquadramento, vi è stata la deposizione della corona d’alloro sulle note del “Piave” e del “Silenzio”.
Terminata la parte istituzionale e commemorativa, il serpentone di penne nere ha successivamente raggiunto la chiesa parrocchiale per la celebrazione della S. Messa nella quale il sacerdote celebrante durante l’omelia ha avuto parole di elogio per l’operato del Gruppo a favore della comunità e, dopo la lettura della “Preghiera dell’Alpino” sulle note de “Signore delle Cime” che in pratica sanciva il termine della celebrazione eucaristica, vi sono stati i discorsi del capogruppo Arduino Pavanello (visibilmente emozionato) e dell’ex presidente sezionale Roberto Abbiati a chiudere questa splendida manifestazione, fortemente voluta quattro anni dopo l’altro raduno di Sezione sempre qui a Dorno nel 2003.

Dario Bignami


IL 60° DI FONDAZIONE DEL GRUPPO DI BOGNO DI BESOZZO


Grazie a quel grande strumento di ricerca ed informazione che è Internet, venerdì 3 agosto ho scoperto sul sito ANA nazionale che domenica 5 si sarebbe svolta a Bogno di Besozzo la manifestazione celebrativa per i “primi” 60 anni del locale Gruppo alpini facente parte della sezione di Varese.
Inutile dire che non ci ho pensato su due volte sulla decisione se parteciparvi o meno.
E così, nonostante domenica fosse il mio primo giorno di ferie, non ho perso l’abitudine di alzarmi presto per mettermi in auto alla volta delle prealpi varesine.
Per me si è trattata di una prima volta in queste zone, infatti non avevo mai partecipato a manifestazioni alpine di gruppi delle sezioni di Varese o Luino.
Giunto sul posto la prima cosa che mi ha colpito è la bellezza del luogo dove ad un cielo molto azzurro faceva da contraltare il verde dei boschi circostanti, mentre la fresca brezza delle prealpi mitigava il clima.
Alle 9.30 in punto aveva ufficialmente inizio la manifestazione con l’alzabandiera nel piazzale antistante la sede del Gruppo, per la gioia dello speaker che poteva così sciogliere la tensione che aveva accumulato fino a pochi istanti prima. Due i vessilli sezionali presenti, ovviamente quelli delle sezioni di Varese e Luino e una quarantina di gagliardetti.
Al ritmo scandito dalla Fanfara Alpina “Valle Bormida” di Acqui Terme è quindi cominciata la prima parte della sfilata per le vie del paese fino a giungere nel parco comunale del Torrino, dove si trova la prima storica sede del Gruppo, per partecipare alla S. Messa officiata dal parroco di Bogno, nonché cappellano onorario del Gruppo.
Da qui era molto suggestiva la visuale tutt’attorno che offriva il Torrino: uno scorcio del Lago Maggiore che accarezzava “i piedi” delle prealpi e la pianura che si estendeva verso gli altri laghi della zona.
Dato il largo anticipo con cui si è arrivati in cima al parco, prima della celebrazione religiosa vi sono stati discorsi ufficiali tenuti dal capogruppo Angelo Mattioni, dal presidente sezionale Francesco Bertolasi, dal sindaco di Besozzo Fabio Rizzi e dal consigliere nazionale Silvio Botter, il quale si complimentava con gli alpini del Gruppo per l’operato svolto a favore della comunità besozzese.
Al termine della S. Messa il capogruppo, con una piacevole sorpresa, ha dapprima premiato con una rosa, un guidoncino ed il libretto celebrativo le donne che, in un modo o nell’altro, intrecciano la loro vita con quella del Gruppo: sono state così premiate la moglie del fondatore del Gruppo, la “ragioniera” e l’unica consigliere donna del Gruppo stesso, quindi successivamente, il presidente ed il vicepresidente sezionale, il responsabile della zona di appartenenza del Gruppo, il consigliere nazionale Botter, il sindaco ed il parroco.
Finite le premiazioni è ripresa la parte celebrativa della manifestazione con la deposizione della prima corona d’alloro presso il cippo eretto dagli alpini locali e collocato proprio di fronte al Torrino.
Ripresa la sfilata, il corteo si è diretto al monumento ai Caduti ove è stata deposta la seconda corona d’alloro sulle note del “Piave” e del “Silenzio”. L’ultimo tratto di sfilata ha visto le penne nere dirigersi verso la “baita” per il rancio per l’occasione preparato e per il “rompete le righe” che in pratica significava la piena riuscita della manifestazione.

Dario Bignami




L’80° DI FONDAZIONE DEL GRUPPO ANA DI PISOGNE


Nel weekend del 25-26 agosto ho avuto modo di partecipare a due manifestazioni alpine per festeggiare gli anniversari di fondazione dei Gruppi ANA di Comenduno (50°), Sezione di Bergamo e di Pisogne (80°), Sezione Valle Camonica.
Non trovando particolari spunti per descrivere l’anniversario del Gruppo bergamasco, vado avanti descrivendo la bella domenica mattina trascorsa in cima al Lago d’Iseo, sulla sponda nord-orientale.
All’arrivo a Pisogne ho notato come la cittadina era stata adeguatamente adornata a festa, con tanti tricolori appesi ai balconi ed esposti a finestre e vetrine. La giornata, calda e soleggiata, invitava a fare più di un tuffo nelle acque del Lago Sebino e anche qualche escursione a Montisola, ma prima c’era da festeggiare adeguatamente un importante compleanno.
Il ritrovo presso la sede (trovandosi a ridosso della linea ferroviaria presumibilmente dovrebbe trattarsi della vecchia stazione ferroviaria dismessa e riconvertita dagli alpini locali a “baita”) è avvenuto alla chetichella, con alpini giunti anche dall’Alto Adige oltre che dalle sezioni di Brescia, Bergamo e Valle Camonica per un totale di due vessilli sezionali (Valle Camonica e Brescia) e una quarantina di gagliardetti.
Qui, all’interno di due vagoni merci fuori utilizzo, è stata allestita una piccola mostra alpina con documenti e reperti riguardanti il Corpo degli Alpini e la storia del Gruppo di Pisogne.
Con una buona ventina di minuti di ritardo (ritardo allungatosi poi nel resto della mattinata) è stato dato il via alla manifestazione (coi tempi dettati dalla Fanfara Alpina della Sezione Valle Camonica) con la sfilata per le vie della cittadina lacustre fino a giungere davanti al municipio per la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti.
Personalità di spicco presenti erano: un colonnello, i consiglieri nazionali Alessandro Rossi (già presidente della Sezione di Brescia) e Cesare Lavizzari e il presidente attuale della Sezione bresciana Forlani. Qui vi sono stati i soliti discorsi di rito del capogruppo locale, del sindaco e di Rossi, che scherzosamente ma non troppo ha detto che “non fa mai nulla di rito e non vi è mai nulla di rituale durante i discorsi…”.
Al termine delle allocuzioni il corteo ha ripreso quindi la sfilata fino alla chiesa parrocchiale per partecipare alla S. Messa presieduta dal sacerdote di Pisogne anziché dal Cardinale Giovanni Battista Re come da programma.
Anche qui vi è stato un piccolo divertente fuoriprogramma col prete che prima del Padre Nostro ha invitato di fianco all’altare sei bambini delle scuole elementari che indossavano il cappello alpino chiedendo loro che Campagna avessero mai fatto. Non ricevendo alcuna risposta in proposito da ciascuno dei bambini, con una battuta ha detto: “…forse voi avete fatto la Campagna del russare anziché di Russia…”.
Al termine della celebrazione religiosa vi è stato infine l’ultimo tratto di sfilata fino alla sede per prendere posto sotto al tendone allestito, per degustare il rancio appositamente preparato a degna conclusione di questa splendida mattinata.

Dario Bignami




LA 55° ADUNATA DELLA SEZIONE ANA SALO’-MONTE SUELLO


Una manifestazione coi fiocchi. Non si potrebbe diversamente descrivere la 55° adunata della Sezione A.N.A. Salò-Monte Suello svoltasi domenica 2 settembre a Ponte Caffaro in Val Sabbia, sulla sponda a nord del Lago d’Idro, nella quale si festeggiava anche il 75° di fondazione del locale Gruppo alpini.
Spinto dal desiderio di parteciparvi, il tardo sabato pomeriggio, dopo la mia giornata lavorativa, mi sono messo in auto ed in serata ho raggiunto questa frazione del Comune di Bagolino al confine con la regione Trentino Alto-Adige, non prima però di aver fatto tappa dai miei parenti lì in zona.
All’arrivo la prima cosa che ho notato è che il tricolore imperava dappertutto; ogni via, vicolo, cancellata, finestra o vetrina di un qualsiasi negozio era addobbata di bandiere, “catene” di carta e coccarde verdi, bianche e rosse.
Al di là del clima fresco a causa del tempo instabile che sembrava promettere pioggia per il giorno successivo, nelle vie, ma soprattutto, nell’oratorio di Ponte Caffaro si respirava un’aria “calda”, quell’aria che si viene a “vivere” e “respirare” solitamente nei sabati sera antecedenti la sfilata durante i raduni nazionali, quando sai che il clou accadrà “soltanto” qualche ora dopo a partire dalla mattina.
Qui è stato uguale soltanto in formato ridotto. Nell’oratorio infatti si è concentrato il ritrovo per i festeggiamenti: qui è stata allestita una mostra delle adunate nazionali e sezionali degli alpini saloriani, nel vicino teatro parrocchiale vi è stata la rassegna di cori e sempre qui in oratorio ho avuto modo di vedere che erano presenti il presidente nazionale Corrado Perona, il past-president Giuseppe Parazzini, il consigliere nazionale Sonzogni ed il direttore de “L’Alpino” Vittorio Brunello, insieme ad un mucchio di penne bianche.
L’importante presenza di tali autorità ha dato all’adunata ancor maggior risalto e spessore nonché importanza.
Il tutto mentre alpini giunti dalla Val Sabbia e non solo ed abitanti caffaresi si divertivano in simbiosi.
La mattina successiva l’ammassamento presso il parco comunale sulla riva del lago è avvenuto alla spicciolata, ma già si vedeva che l’afflusso di penne nere era molto numeroso. Il conto parla di 6 vessilli sezionali (Salò, Brescia, Bergamo, Valle Camonica, Trento e Piacenza), un buon centinaio di gagliardetti per un totale di circa 400 alpini compresi quelli dei Gruppi dei vari settori in cui è divisa la Sezione.
A rappresentare la nostra sezione, oltre a me, erano presenti anche gli alpini del Gruppo di Magenta.
All’ammassamento è stato interessante vedere come, all’arrivo del presidente Perona, gli alpini presenti gli si siano avvicinati chi chiedendo di poter fare una foto con lui, chi chiedendo spiegazioni in riferimento a certe tematiche alpine.
Con notevole ritardo è poi cominciata la sfilata per la via principale di Ponte Caffaro tra due ali di folla entusiasta (un po’ come a Cuneo), tranne l’ultimo tratto che ha portato il corteo tra le viette della frazione fino in Piazza del Mercato dove si è poi svolta la S. Messa a chiudere queste giornate di festa, anticipata dai discorsi molto significativi del sindaco di Bagolino, del presidente della provincia di Brescia, del capogruppo di Ponte Caffaro, del presidente sezionale Pasini e, per finire, del presidente Perona che ha elogiato tutte quelle famiglie presenti e tutti quei genitori che hanno fatto indossare ai bimbi il Cappello Alpino dicendo che: “anche se in futuro magari non indosseranno questo copricapo, già da adesso saranno educati ai valori morali e civili che serviranno loro da adulti per un futuro migliore”.
Ha quindi esaltato le genti di montagna, gli alpini bresciani in generale e soprattutto quelli della Sezione di Salò per la grande opera svolta per preparare al meglio questa splendida manifestazione e questo magnifico raduno.

Dario Bignami




L’85° DI FONDAZIONE DELLA SEZIONE VALSESIANA


“Buon compleanno Valsesiana!” Questo è il grido che si è levato sabato 29 e domenica 30 settembre a Varallo Sesia in occasione dell’anniversario di fondazione della locale Sezione A.N.A.
Un anniversario molto importante e molto sentito visto l’alto numero di penne nere giunte ai piedi del Sacro Monte ed anche un modo molto piacevole per essere sempre vicini alla montagna dal quale noi alpini “discendiamo”.
Il mio ennesimo fine settimana all’insegna di una manifestazione alpina era cominciato col dubbio se parteciparvi o meno dato il fatto che non riguardava la mia Sezione, così avrei potuto riposarmi dopo la mia giornata lavorativa e dopo tante domeniche in giro per la Lombardia, poi però mi sono “lasciato tentare” dall’occasione di fare un’altra presenza in una zona a me “sconosciuta” e così nel tardo pomeriggio di sabato 29 sono partito per il Piemonte ed in serata ho raggiunto Varallo Sesia giusto in tempo per assistere al Teatro Civico all’esibizione canora dei Cori A.N.A. “Alpin dal Rosa” della Sezione Valsesiana e “Valle Belbo-Canelli” della Sezione di Asti.
Splendide sono state le loro interpretazioni che hanno riscosso molti applausi dal pubblico presente (il Teatro era completamente esaurito), addirittura straordinarie le ultime tre esibizioni a concludere la serata, coi due cori congiunti sul palco ad intonare all’unisono ed in modo semplicemente perfetto le melodie de “Sul Cappello”, “Signore delle Cime” e del nostro amato “Inno di Mameli”.
Durante la pausa tra l’esibizione dei due cori vi è stato anche un altro importante momento: la consegna del sezionale Premio Fedeltà alla Montagna da parte del presidente di Sezione Giampiero Rotti ad un alpino del locale Gruppo di Varallo Sesia.
Parole di elogio a questa iniziativa sono venute dal presidente nazionale Corrado Perona, giunto appositamente dalla vicina Biella, il quale faceva notare come il CDN sia sovente in difficoltà quando deve scegliere a chi consegnare il Premio Nazionale Fedeltà alla Montagna perché in giro per l’Italia vi sono tanti alpini altamente meritevoli di tale premio e purtroppo uno solo alla fine viene premiato.
Dopo la pioggia notturna, la domenica mattina, nonostante non piovesse, il tempo non prometteva nulla di buono. Questo comunque non ha fermato gli alpini che sul piazzale del ex Motel AGIP si sono ritrovati per l’ammassamento. Qui ho avuto il piacere di vedere che non ero l’unico rappresentante della mia Sezione, infatti ho incontrato l’amico Biffi del Gruppo di Cernusco sul Naviglio col suo vessillo degli Alpini Paracadutisti.
A far festa alla Sezione Valsesiana sono giunte anche le penne nere di altre sezioni piemontesi di Torino, Biella, Casale Monferrato, Novara e Cusio-Omegna gli altri vessilli presenti ed un’ottantina di gagliardetti.
Col classico ritardo accademico di quindici minuti (9.45 anziché 9.30) è iniziata la sfilata del corteo alpino per le vie di Varallo Sesia, ben guidato dalla Fanfara Alpina d’Ivrea, fino a giungere alla chiesa di S. Gaudenzio.
Qui ho avuto la fortuna di stringere la mano al presidente Perona dicendogli che per me questa era la quarta volta, su cinque, che “ci vedevamo” a manifestazioni partecipate da entrambi nel mese di settembre (Ponte Caffaro, Pasturo, Caorso e Varallo Sesia per l’appunto), ed esso molto bonariamente mi ha risposto: “E ancora mi dai del Lei?!”
Dopo un breve “concerto” della Fanfara Alpina d’Ivrea gli alpini presenti sono entrati in chiesa per partecipare alla celebrazione della S. Messa che, in pratica, ha chiuso la manifestazione, non prima però di aver ascoltato i discorsi, ancora una volta, del presidente sezionale Rotti e nazionale Perona sull’operato degli alpini e della Sezione Valsesiana in particolare.

Dario Bignami




LA 56° FESTA GRANDA A CAORSO


Per la terza domenica consecutiva mi sono trovato faccia a faccia col nostro presidente nazionale Corrado Perona. Un incontro sicuramente piacevole; sembra quasi che ci diamo un appuntamento fisso senza nemmeno conoscerci di persona.
Così, dopo il raduno della Sezione di Salò a Ponte Caffaro dello scorso 2 settembre ed il Premio “Fedeltà alla Montagna 2007” tenutosi a Pasturo il 9 settembre, ecco che domenica 16 la mia strada è tornata ad incrociare quella del presidente Perona a Caorso in occasione della 56° “Festa Granda” della Sezione di Piacenza e di tutti i suoi alpini.
Erano tre anni che non vi partecipavo, da quella di Rivergaro 2004, e il piacere di presenziare a manifestazioni nel territorio piacentino mi mancava; così, da bravo alpino, non mi sono lasciato sfuggire quest’occasione e in mattinata ho raggiunto Caorso. Tra l’altro, mi sono detto, finalmente una manifestazione “vicino a casa”.
All’arrivo nella cittadina emiliana ho cominciato subito il mio giro esplorativo per il centro in attesa dell’alzabandiera.
Il via-vai di penne nere era già abbastanza sostenuto e l’atmosfera cresceva poco a poco che l’orario di inizio della cerimonia si avvicinava. Alle 9.30 in punto presso la Rocca Mandelli si sono radunati tutti gli alpini ed è cominciata la manifestazione con l’alzabandiera subito seguito dalla deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti ed il “Silenzio”.
I cittadini caorsani si sono subito calati nella parte omaggiando anche loro il solenne momento col dovuto silenzio e rispetto.
Terminata questa parte, il corteo si è spostato presso la stazione ferroviaria vicino al “Parco degli Alpini d’Italia” per l’ammassamento. Qui si è dato inizio alla seconda parte della manifestazione con l’inizio della sfilata per le vie di Caorso non prima però di aver conteggiato i presenti: una novantina di gagliardetti ed una quindicina di vessilli sezionali tra cui spiccavano, oltre a quello di Piacenza, quelli di Germania e New York (Bolognese-Romagnola, Reggio Emilia, Modena, Parma, Milano, Monza, Pavia, Cremona, Bergamo, Salò, Torino, Massa e Carrara gli altri).
La sfilata ha avuto un riscontro molto positivo negli abitanti di Caorso, ben felici e contenti di veder passare tra le vie della loro cittadina le penne nere.
All’arrivo nella centrale Piazza IV Novembre, sul palco allestito appositamente per la celebrazione della S. Messa, celebrata dal Cappellano della Sezione di Piacenza don Stefano Garilli e concelebrata dal Parroco di Caorso don Giuseppe Tosca, antecedente alla celebrazione liturgica vi sono stati i discorsi del sindaco Fabio Callori, del capogruppo locale Silvano Pagani, del presidente sezionale Bruno Plucani che ha ricordato come gli alpini piacentini vengano definiti “alpini d’acqua dolce”, ed infine del presidente nazionale Corrado Perona che nel suo discorso ha detto che: “È dovere del presidente nazionale partecipare a queste manifestazioni, sia che siano inaugurazioni di sedi, sia che ricorra l’anniversario di fondazione anche del più piccolo Gruppo alpini. Bisogna elogiare e dare riconoscenza a chi lavora alla base dell’ANA”.
Come ultime note di questa splendida giornata, è stata ricordata la nascita di un nuovo Gruppo ANA a Monticelli d’Ongina e il passaggio del testimone tra il sindaco di Caorso e quello di Ponte dell’Oglio dove si svolgerà la “Festa Granda” del prossimo anno.

Dario Bignami

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