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VECI E BOCIA 1-2008
Ultima modifica : 2008-04-16 10:46:01 (25059 leggi)
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Notiziario della Sezione ANA di Milano - edizione: marzo 2008

IL NUMERO 1 DEL 2008 E' IN STAMPA!

Da questo numero il nostro giornale viene stampato presso la tipografia Prontografing di Milano e da queste righe vogliamo inviare un sentito ringraziamento alla ditta “A.G. Bellavite srl” di Missaglia, e a tutti i suoi tecnici e collaboratori, che ha stampato per anni il nostro “Veci e Bocia”.

Il numero è attualmente in fase di stampa e contiamo arrivi rapidamente a casa vostra.
Nell'attesa potete scaricarne la versione on-line, mentre in questa pagina troverete anche i testi che non hanno avuto modo di essere inseriti nelle pagine cartacee per mancanza di spazio fisico.

Cliccate qui per scaricarlo


Il logo per l'edizione on-line di "Veci e Bocia" vuole ricordare che questa versione del notiziario della Sezione non rispecchia necessariamente in tutti i contenuti quella stampata, che rimane sempre e comunque la versione ufficiale.

Cliccate qui per aprire la pagina "Lo scaffale di Veci e Bocia", da cui si accede a tutti i numeri presenti on-line.



ARTICOLO COMPLETO ESCLUSIVAMENTE ON-LINE:

RICORDANDO PEPPINO

Ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere Peppino Prisco quando ho cominciato a partecipare attivamente alla vita associativa della Sezione: ovviamente anche prima ben sapevo chi era il Presidente del mio Ordine professionale, per tanti anni amato e rispettato, e successivamente rimpianto.
Ma sono entrato direttamente in contatto con lui quando, alla fine degli anni ottanta, ho iniziato ad organizzare, nei locali di via Rovani, le periodiche cene mensili del lunedì con i miei colleghi. A queste cene lui ha aderito immediatamente, richiamandomi anche quando lasciavo passare qualche giorno di troppo tra una e l’altra. Logica ha voluto che immediatamente venisse insignito del ruolo di “capo calotta”, e che gli fosse destinato il posto d’onore al centro del tavolo da cui osservava tutto e tutto.

Sempre presente, sempre attento a quello che avveniva intorno, sempre pronto alla battuta, ai simpatici battibecchi con il suo amico del cuore Angelo Falliva, dissacranti con il Presidente Nazionale Beppe Parazzini, pungenti ed arguti con tutti. Ancorché stonato, spesso era lui che dava il la ai nostri canti, di volta in volta inventando qualche motivazione nuova per chiedere agli astanti: “Di chi siamo figli?” cui seguiva immediatamente “Figli di nessuno”.
Alla fine del pranzo, ridiventava serio, ci invitava ad alzarci in piedi per intonare “Sul Ponte di Perati”.

Sfilare accanto a lui, alla adunata, come mi è successo diverse volte, era estremamente difficile: impensabile procedere al passo, mentre lui passava da una transenna all’altra per salutare tutti, e soprattutto coloro che si sbracciavano per salutarlo, magari inneggiando all’Inter. Quattro realtà confluivano in lui (confesso che poco o nulla conosco della sua vita da rotariano) e spesso queste realtà si confondevano tra di loro: si narra, come ha ricordato il Presidente dell’Ordine avv. Giuggioli alla serata del 20 novembre, che egli conducesse i Consigli con atteggiamento scherzosamente militaresco, come pure si narra che in una conferenza particolarmente importante, egli abbia invitato tutti i partecipanti ad alzarsi in piedi per una comunicazione decisamente seria. Agli spettatori, in piedi e decisamente compunti ed attenti in attesa della rivelazione, all’improvviso egli ha urlato: “Chi non salta milanista è!”.

Nessuno di noi può dimenticare i suoi discorsi al temine della celebrazione della Messa di Natale, della Sua Messa, della cerimonia da lui voluta per ricordare prima i suoi compagni di reparto, e poi tutti i caduti nell’adempimento del proprio dovere: a braccio, senza mai leggere, si scagliava contro coloro che riteneva violentassero non solamente gli Alpini, ma la Patria, l’Italia che tanto amava ed alla quale tanto aveva dato.

Quattro realtà, che confluivano in questo uomo, piccolo, ma con un carisma eccezionale: di queste, quella che prevaleva era senza dubbio quella Alpina, che lo aveva portato a dare tanto alla Associazione, anche dopo che era potuto rientrare dalla tragedia del fronte russo. Per ricordare Peppino, nelle sue molteplici sfaccettature, il Rotary Club Milano Est, la Regione Lombardia ed il mio Gruppo, Milano Centro, con la partecipazione del Coro ANA della Sezione di Milano, hanno organizzato il 20 novembre una serata al Teatro Dal Verme, intitolata “Un Alpino…nel pallone”, presentata da Bruno Pizzul.
Le varie personalità di Peppino sono state illustrate, in un teatro gremito, con Alpini giunti addirittura dall’Abruzzo, da ospiti decisamente “mirati”: l’avv. Giuggioli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, ha raccontato Peppino avvocato; su Peppino milanese è intervenuto l’assessore regionale dr Piergianni Prosperini, sul tifoso, ovviamente nerazzurro, è intervenuto il Presidente dell’Inter Massimo Moratti, sul rotariano è intervenuto il presidente del Rotare Club Milano Est Sardi.

Momenti di particolare commozione ha poi riservato la parte dedicata all’Alpino: dopo una relazione, a tratti anche scanzonata, come è nel suo stile, del Presidente Emerito della Associazione, Beppe Parazzini, che ha ricordato fra l’altro quando, nonostante la sua carica, gli faceva (ben lieto) da autista, è intervenuto un altro carissimo amico di Peppino (dai tempi della Russia) Nelson Cenci, anche lui decorato di medaglia d’argento – come Peppino – al valor militare, che ha ricordato un incontro con l’amico in un’isba russa, durante la ritirata.
Infine, una altro carissimo amico di Peppino, Tito Dagrada, con la sua voce calda, pastosa e, in più tratti, decisamente commossa, ha recitato la preghiera di Peppino “Natale 1942”.

Sandro Vincenti
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