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'OPERAZIONE APPENNINO PARMENSE 2004''
Inserito da Rodeghiero
Sabato, 02 Ottobre 2004 - 09:44 AM
Veci e Bocia
Il 2° Raggruppamento in esercitazione a Borgotaro il 3-4-5 Settembre 2004
Venti sono state le Sezioni che hanno aderito all'iniziativa, la seconda di questa portata nell'anno 2004, col contributo complessivo di circa 900 volontari, i quali hanno realizzato opere di prevenzione e ripristino in 45 cantieri, dislocati su un'area di notevole estensione nei comprensori della Valtaro, Valceno e Valparma.
La nostra Sezione, come sempre generosamente presente, ha contribuito alla più che positiva riuscita dell'operazione con 46 dei suoi volontari, supportati da tutte le attrezzature ed i mezzi in dotazione. A noi era stato attribuito il cantiere n° 12, situato tra i 900 ed i 1100 metri di quota nella subvalle Valdena (toponimo di una frazione a sud della città, alla destra orografica del fiume, che deriva dal nome del casato che l'ha governata dall'alto medioevo fino all'epoca napoleonica: la famiglia Ena) in località Valvenera (altro toponimo medioevale dal presunto etimo: valle venatoria).


L'impegno prevedeva: 1) la realizzazione di una piazzola da adibire ad area di sosta nel contesto di un anello di mulattiere e sentieri che in un frenetico alternarsi di saliscendi si intersecano ed interessano uno spicchio di appennino tosco-ligure-emiliano. L'ubicazione della laica piazzola da realizzare collima col prato antistante un piccolissimo santuario, dedicato alla Madonna dei faggi, affidato all'incuria dell'uomo ed all'affronto delle intemperie. In corso d'opera ci viene chiesto di incrementare il nostro impegno fino a realizzare, oltre la piazzola, un'area di parcheggio per fuoristrada; si erano nel frattempo concretizzate le condizioni per il recupero della piccola disastrata chiesetta e si vuole evitare che mezzi meccanici rovinino i fiori del piccolo prato.

Nessun problema: il nostro Alberto allarga il raggio d'azione della sua motosega; Francesco, Carlo ed Giovanni aumentano il ritmo e sudano solo un poco di più; Claudio ed Paolo danno più gas alle macchine, che neppure si oppongono, e ... la nuova esigenza è soddisfatta. L'icona della Madonna dei faggi ora è altrove e forse non vede; la fontana dell'angelo è lì che ancora chioccia tra il muschio e l'erica rossa che, intonsi, rimarranno tali anche per merito nostro.

2) La pulizia e, per alcuni tratti, il ripristino dell'arcaico sentiero che, nei paraggi di quota 1100 sinuosamente si adatta alla tormentata orografia dell'imponente faggeto solcato da rivi tranquilli, in questa stagione. L'attuale labile traccia brunastra che contrasta nettamente col grigio argentato ed il verde dei faggi, nel passato ormai quasi remoto, ha visto passare i pastori e gli armenti, cacciatori e cercatori di funghi, boscaioli e carbonai coi muli somati, allegri ragazzi e ragazze effervescenti che andavano alla festa su al passo del faggio crociato, ogni prima domenica di luglio. Poi, anche del nome originale si è perduta memoria ed è ora denominato: il sentiero di Milio.
Milio è il diminutivo di Emilio Zaccarini, Alpino dell'8° e reduce di Russia che, nella stagione micologicamente propizia, lo percorreva quotidianamente mantenedolo decentemente pulito. Milio da alcuni anni è andato avanti e nessuno ha più percorso il suo sentiero. Ora, alpini venuti da altrove lo hanno reso di nuovo praticabile. Sicuramente Milio lo avrà fatto notare a Cantore.

Chi a piedi (venti minuti di mulattiera), chi arroccato sul cassone del "promiscuo" pavimentato di attrezzi, ancor prima delle otto, quarantacinque dei nostri volontari ricevono le disposizioni operative all'attacco del sentiero. Il gruppo di Giussano costituisce due piccole squadre che manovrate da Giacomo e Gianfranco stazionano ed operano rispettivamente all'intersezione del sentiero col rio di Matte e col rio Grande. In quei punti, l'erosione e gli smottamenti hanno determinato i danni maggiori. Lavorano alacremente di grosso e di fino ed il risultato, al termine della giornata, si vede ed è più che soddisfacente. Altre tre squadre promiscue sono affidate a Francesco, a Giuseppe e ad Ambrogio che le dispongono ad operare molto dinamicamente su ampi settori di sentiero predeterminati. Sono in funzione le motoseghe ed i decespugliatori seguono le roncole, i picconi e le pale. Non sempre la traccia del vecchio tratturo è individuabile, si ricorre all'intuizione ed al buon senso: anche in questo caso l'esito è concretamente gratificante.

Il Leontino ha fornito, per l'intera giornata, il supporto tecnico necessario al buon funzionamento delle attrezzature. Andrea, oltre al suo compito di supporto logistico, si è dedicato alla documentazione fotografica dei momenti salienti. Antonio ha supportato tutte le varie attività di logistica con particolare attenzione alla sussistenza. Domenico ed Augusto hanno dato il massimo per soddisfare la "libido manducandi" di una cinquantina di individui; ci sono riusciti sia per quanto attiene alla quantità che alla qualità del cibo fornitoci.

Roberto, seppure gravato dalla sua solita apprensione per l'incolumità dei suoi "ragazzi", ci ha fornito raccomandazioni di buon senso, stimoli ed entusiasmo, delegando Giovanni alla verifica del rispetto delle sue disposizioni. Sul cantiere l'attività si è protratta, fatta salva una breve sosta per un tramezzino ed un quarto di minerale, in unica soluzione fino alle sedici, mettendo a consuntivo 345 ore-uomo. A queste vanno sommate quelle spese dai volontari di supporto che sicuramente vanno al di là delle canoniche otto ore al giorno, altre 80 ore-uomo, globalmente stimate.

Sulla strada del ritorno siamo stati bloccati da alcuni rappresentanti della comunità locale e "costretti" ad una estemporanea bevuta a base di ottimo Gotturnio, proprio fresco al punto giusto per togliere la polvere e l'arsura dalla gola. Certamente un segno tangibile di quanto sia stato apprezzato il nostro intervento.

La domenica, giornata di festa: ricorre l'80° della fondazione del Gruppo Alpini di Borgotaro. Sfilamento, inaugurazione del monumento alle Penne Mozze della valle e cerimonia commemorativa.
In mattinata ci ha raggiunto il nostro presidente Giorgio Urbinati accompagnato da Carraro e Ferro, si va a pranzo fuori. Il Giorgio si complimenta per il nostro operare, ne siamo orgogliosi e non lo nascondiamo.
Nel tardo pomeriggio si rientra alla base e quindi alle nostre case.
Alla prossima ragazzi.

Bruno Ostacchini


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