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LETTERE RICEVUTE: Il punto di vista di Tona sul futuro dell'Associazione
Inserito da Rodeghiero
Sabato, 02 Ottobre 2004 - 10:00 AM
Veci e Bocia La soppressione del servizio militare di leva, e il conseguente arruolamento volontario dettato dalla necessità di impiego "fuori area" delle nostre Forze armate, ha giustamente preoccupato e preoccupa il Consiglio direttivo nazionale per i riflessi che l'inaridimento della principale fonte di alimentazione potrà avere sulla forza associativa nel medio-lungo periodo. Non è da escludere, infine, anche un paventato venir meno dei valori fondamentali alla base della formazione delle truppe alpine, patrimonio morale e identitario dei singoli e dell'Associazione.
Da qui, la formulazione di proposte portate all'attenzione dei Presidenti sezionali e poi la decisione di coinvolgere l'intera compagine associativa nella discussione e nella ricerca di possibili soluzioni a un fenomeno che, almeno per il momento, è al di là da venire. Il preoccuparsi sin d'ora è segno però di senso di responsabilità da parte della Sede nazionale, dalla quale sono state fatte pertanto circolare alcune idee che possono anche essere provocatorie, ma che meritano di essere esaminate e valutate per quello che sono.

Una interessa gli Amici degli Alpini. Se il futuro ci riserva il progressivo depauperamento di nuovi associati, bene: trasformiamo gli Amici degli Alpini in Alpini (!) a tutti gli effetti, magari mediante appositi corsi di formazione e addestramento di tipo paramilitare alpino. È un po' il metodo del "fai da te", per il quale, posto che sia materialmente realizzabile, si è però consci che è necessario fissare dei paletti ben precisi. Se fissare dei paletti significa anche effettuare una selezione scegliendo, tra i nostri Amici, coloro ai quali riconoscere la qualifica di Alpino (?), ebbene a me sembra che il problema sia già in larghissima parte risolto. Dei 3200 soci della nostra Sezione, oltre 850, circa il 36% della forza, sono iscritti quali Amici degli Alpini, cioè soci aggregati a certe condizioni e con certe limitazioni ostative. Fra essi vi sono sia coloro che ci stimano e, limitandosi a versare la quota annuale, si sono iscritti per il piacere di sostenere le nostre attività e di ricevere le nostre pubblicazioni, sia coloro che, una volta iscritti, prestano assiduamente e volontariamente la loro opera fianco a fianco degli Alpini in tutte le nostre attività (P.C., logistica, manifestazioni varie).

Possiamo dire, quindi, che una prima sommaria selezione è già fatta. Basterebbe promuovere un censimento nei Gruppi per conoscere quanti e chi sono. Altri potranno essere scelti nella categoria degli Amici "in sonno".

Il problema quindi non è tanto di selezione, quanto di quali diritti riconoscere agli Amici degli Alpini. Esso nasce dall'ammissione a pieno titolo degli Amici alle cariche associative delle Sezioni estere soggette alle norme di diritto anglo-sassone, pena in difetto lo scioglimento della Sezione stessa.
È evidente il rischio dell'effetto "domino" nelle Sezioni italiane. Il problema è tutto qui.
E allora che fare? L'argomento è delicato e perciò è necessario che nelle Sezioni si avvii un dibattito il più ampio possibile per poter fornire al C.D.N. elementi tali da formulare una proposta non necessariamente modificativa delle attuali norme statutarie.

In soldoni, la domanda è, mi pare: "Quali diritti si potrebbero concedere agli Amici degli Alpini, anche in tema di cariche associative, senza snaturare l'identità di Associazione d'Arma dell'ANA?"
Il dibattito è aperto.

Tullio Tona


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