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MILANO CENTRO - Convegno sui “Combattenti della guerra di liberazione”
Inserito da Rodeghiero
Lunedì, 24 Aprile 2006 - 04:51 PM
Veci e Bocia Sabato 28 gennaio ha avuto luogo al Circolo della Stampa, con il patrocinio della nostra Sezione, la presentazione del Calendario 2006 delle “Forze Armate Regolari nella guerra 1943-45”.
Nonostante l’inclemenza del tempo e la copiosa nevicata, che hanno impedito l’arrivo degli aerei da Roma e quindi la partecipazione del Presidente gen. Poli e del colonnello Coltrinari della Sede Centrale, la manifestazione ha avuto notevole successo con la partecipazione di numerosi excombattenti e moltissimi Alpini della Sezione ANA milanese.

Dopo il saluto del Presidente della Sezione Provinciale degli ex-combattenti, gen. C.A. Medaglia d’Argento V.M. Luigi Morena hanno parlato: il noto scrittore Alfio Caruso - autore del bellissimo volume “In cerca di una patria” sulla guerra 43-45, detta di liberazione, ed il prof. Ernesto Damiani, figlio di un combattente del C.I.L. (Corpo Italiano di Liberazione) che ha pubblicato il meno noto ma documentatissimo ed avvincente volume “Ci riconosceremo sempre fratelli” concernente la Storia degli A.U.C. classe 1922 Volontari della Guerra di Liberazione.
Ha concluso i lavori il dott. Massimo De Leonardis, direttore del dipartimento Scienze politiche dell’Università Cattolica, con una brillante ed applaudita relazione sul contributo dell’Esercito italiano, a fianco degli Alleati, alla liberazione della Patria.

La partecipazione dell’Esercito Italiano alla Guerra 43 - 45, sul suolo italiano, si articolò in tre fasi contraddistinte dalla costituzione del I° Raggruppamento motorizzato (a piè), poi del Corpo Italiano di Liberazione e dei Gruppi di Combattimento.
Il calendario 2006 illustra il periodo centrale i cui episodi più salienti furono: la conquista di Monte Marrone, lo sfondamento, sulla catena delle Mainarde - tenute dai Gebirgsjager della Edelweiss - della linea Gustav (mentre i polacchi avevano attaccato con successo i “diavoli verdi”, i paracadutisti tedeschi, a Cassino), la battaglia di Filottrano, i combattimenti al Musone, a S. Maria di Iesi, a Belvedere Ostiense.

È stato illustrato uno degli aspetti poco conosciuti della guerra in Italia: la partecipazione degli allievi Ufficiali, classe 1922 che erano stati spediti nelle Puglie con compiti antiparacadutisti, alle operazioni belliche dell’Esercito Regolare a fianco degli Alleati, protrattesi per quasi 20 mesi dal settembre ‘43 all’aprile ‘45.

Dopo la tragedia dell’ 8 Settembre, con reparti che resistevano ed altri che si sfasciavano o venivano disarmati, il corso AUC era ripreso in qualche modo nella zona di Oria, assumendo il nome di Raggruppamento “Curtatone e Montanara”.
E subito, dai comandi, era arrivata la richiesta di volontari, disposti a combattere.
Circa la metà degli AUC rispose all’appello e partì per il fronte.
Gli altri terminarono il corso e vennero successivamente destinati a sostituire almeno in parte, nei Gruppi di Combattimento.
Quelli del primo contingente, inquadrati ancora con la divisa estiva nel 1° Raggruppamento motorizzato con il grado di Caporal Maggiore A.U.C., vennero promossi sottotenenti, quasi tutti, alla memoria.
Perché per molti di loro il battesimo del fuoco, la mattina dell’8 dicembre 1943, ebbe il suono delle campane a morto.

Quelli del 2° contingente vennero invece promossi Sergenti AUC ed assegnati ai reparti del CIL schierati in Valle di Mezzo, ai piedi di Monte Marrone. Restarono in prima linea - con la loro vecchia e logora uniforme grigioverde - per circa sei mesi.
Molti altri allievi ufficiali in quei lunghi mesi caddero in combattimento, e quelli che sopravvissero vennero promossi S.Tenenti sul campo, ma per meriti speciali, la fortuna cioè di non essere morti.

Sergio Pivetta


Per altre informazioni vi raccomandiamo di leggere l'inserto del numero di febbraio 2006 de "L'Alpin del Domm", notiziario del Gruppo Milano Centro.

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