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Relazione morale del Presidente - 29Feb04 - parte 5
Inserito da Rodeghiero
Mercoledì, 03 Marzo 2004 - 12:49 AM
News dalla Sezione

LE MANIFESTAZIONI SEZIONALI


Inaugurazione di nuove sedi
· Il 27/4/2003 il Gruppo di Castano Primo, dedicato a Don Carlo Gnocchi e costituito l’8/4/2001, ha inaugurato ufficialmente la sua nuova sede, con le necessarie cerimonie di contorno, alla presenza dei sindaci di Castano, di Robecchetto con Induno e di Inveruno, quest’ultimo Alpino, i vicesindaci di Turbigo e di Cologna Veneta, del vicepresidente del Consiglio Regionale della Regione Lombardia, Piergianni Prosperini, e di una folta rappresentanza di autorità militari e delle Associazioni d’Arma locali.
Scontata, ovviamente, la presenza della presidenza e del Consiglio sezionale e di quasi tutti i Gruppi della Sezione.
I locali della sede, successivamente ben arredati, sono stati gratuitamente messi a disposizione da un socio e ciò spiega il breve intervallo trascorso tra la costituzione del Gruppo e l’inaugurazione della nuova sede.

· Il 19/10/2003 anche Missaglia era in festa per l’inaugurazione della sua nuova sede, che avevo già visitato in gennaio in fase di avanzata costruzione, terminando così la peregrinazione da una sede all’altra, ma sempre di proprietà altrui, durata 48 anni.
Significativi gli incontri e le cerimonie, culturali, concertistiche e religiose, che hanno fatto da corollario alla cerimonia principale della domenica, alla quale non ho potuto partecipare essendo impegnato nella riunione dei presidenti sezionali convocata nello stesso giorno dal presidente nazionale.
Numerosa la partecipazione delle autorità civili, sindaco in testa, religiose e militari e folta la presenza dei Gruppi: 32 della nostra Sezione e 28 delle Sezioni di Lecco, Monza e Bergamo.
Cosa dire, infine, di questa magnifica sede? Solo un suggerimento: visitatela e basta! Ogni altro commento è superfluo.

Anniversari
· Il 6/9/2003, il Gruppo di Gessate ha festeggiato molto semplicemente, con una funzione religiosa, un corteo di trasferimento dei partecipanti dalla sede alla prospiciente chiesa e la deposizione di una corona al monumento ai Caduti i suoi vent’anni di vita;

· Il giorno successivo, invece, il Gruppo di Legnano ha solennemente celebrato il 70° anniversario della sua costituzione, con un insieme di cerimonie e di incontri ben organizzati sotto la regia del Capogruppo.
Contemporaneamente è stata colta l’occasione per ricordare che la nostra Sezione ha compiuto i 75 anni da quando ne fu necessaria la costituzione per il trasferimento forzoso del CDN da Milano a Roma, per cui non sono simpaticamente d’accordo con Piacenza quando si definisce “Sezione primogenita”, dimenticando, come scrissi su “Veci e Bocia”, che dal 1919 al 1928 “gli Alpini milanesi non avevano bisogno di costituirsi in Sezione perché a Milano già c’erano”;

· Il 12 ottobre anche il Gruppo di Cesano Maderno, abbinando la ricorrenza con la 16a Stracada con gli Alpini”, ha voluto ricordare con cerimonie molto semplici i suoi 40 anni di vita.

Non è possibile condensare nelle limitate righe di questa Relazione la cronaca di questi avvenimenti.
Per il rispetto che dobbiamo a coloro che, chi più e chi meno, hanno lavorato per il successo delle tre manifestazioni, per la loro risonanza nelle comunità locali e poiché ritengo che le cronache del loro svolgimento non è solo storia del Gruppo fine a se stesso, ma è la nostra Storia, rinvio per i particolari agli articoli che avrete certamente letto sfogliando i “Veci e Bocia” che hanno trattato più diffusamente il loro svolgimento.

“La Festa di primavera” a Milano
Con la preziosa collaborazione di una decina di Gruppi e dell’Unità di P.C., impegnatisi chi nell’allestimento delle tende e delle cucine da campo, chi nel trasporto dei generi alimentari e di conforto, chi nei servizi vari, chi nella distribuzione dei piatti e delle bevande e chi nella preparazione dei cibi, il 24 e 25/5/2003 sono stati l’occasione per offrire due giorni di festa ai cittadini, che i milanesi, e non solo i milanesi perché abbiamo conversato anche con inglesi, svedesi e giapponesi, hanno mostrato di gradire affollandosi ai nostri stand, allestititi nelle vicinanze di Piazza Castello, per fare quattro chiacchiere con noi, per ascoltare le nostre cante che gli altoparlanti discretamente diffondevano, per gustare le specialità, ancorché di robusto gusto montanaro, preparate dai nostri valenti cuochi, per assaporare la famosa “raspadϋra” lodigiana, per bere un buon bicchiere di vino in compagnia, in altre parole per trascorrere un momento di gioiosa serenità e di spensieratezza fuori dagli schemi tradizionali e lungi dai problemi e dalle ansie che ogni giorno ci offre la vita.

La Festa sezionale, a prescindere dai suoi aspetti venali, ha lo scopo non solo di realizzare un momento di visibilità nella città ma anche quello di eliminare quella grigia pàtina di indifferenza depositatasi sulle coscienze di chi vive in una città dispersiva come Milano.
Non è facile, ma comunque sia ci dobbiamo provare.
Poiché la manifestazione, favorita dalle splendide condizioni atmosferiche, è stata organizzata in concomitanza con l’Assemblea nazionale dei delegati ANA, abbiamo avuto graditi ospiti, oltre il Comandante delle Truppe Alpine gen. Job con la gentile signora, numerosi delegati provenienti dalle Sezioni di tutta Italia ed estere, tanto stupiti dall’organizzazione (che comunque può essere perfezionata!) da sentirmi confessare da un consigliere nazionale: “Voi milanesi siete formidabili! Riuscite a fare a Milano ciò che noi non riusciamo a fare a Torino!”
E’ questo, credo, il più bel elogio che poteva essere rivolto non al presidente ma a tutti coloro, dalla commissione consiliare, che ha dovuto superare le solite formalità burocratiche, all’ultimo dei collaboratori, che con la loro disponibilità e voglia di fare hanno contribuito al successo della manifestazione.
E’ la dimostrazione che l’unione fa la forza e che il mio monotono ripetere il motto dumasiano “Uno per tutti, tutti per uno” è la carta vincente dell’Associazione!


La gemella “Festa d’autunno”, programmata per i giorni 22-23/11/2003 è stata annullata e sostituita in segno di lutto con un presidio di due giorni sul posto per una raccolta di firme in memoria dei Caduti in seguito al già ricordato attentato terroristico di Nassiriyah.
Nonostante il tempo inclemente, costante è stato il flusso dei cittadini che, venuti convinti di partecipare a una festa alpina, hanno poi espresso il loro apprezzamento per la decisione assunta e il loro sdegno e il loro cordoglio per il grave fatto di sangue.

Il 38° Raduno di Ponte Selva
Non è stata certamente entusiasmante la partecipazione dei Gruppi a questa 38ma edizione di Ponte Selva, se si pensa che solo 7 dei nostri 35 Gruppi erano presenti: ciò significa che non è sentito lo spirito del sentirsi Sezione e questo è il dato che preoccupa.
Si organizzano le feste di Gruppo, si richiede, di norma, la presenza del vessillo, del presidente e di qualche consigliere, ci si lamenta se la presenza degli altri Gruppi è scarsa, ma poi ci si dimentica che se si pretendono diritti non ci si può dimenticare dei doveri e che Ponte Selva è una manifestazione sezionale, è l’annuale raduno sezionale ed è dovere dei Gruppi parteciparvi con gagliardetto e un discreto numero di soci e loro familiari, adulti e bambini.

E’ inoltre l’occasione per rendere omaggio a Don Giovanni Antonietti, un piccolo, grande uomo, un prete, un cappellano, un Alpino, che a partire dagli anni trenta del secolo scorso e sino al crepuscolo della sua vita raccolse, accolse e diede un’educazione e un’istruzione a migliaia di orfani delle guerre mondiali che insanguinarono il XX secolo, fu loro padre e madre, li restituì alla vita e diede loro un futuro e la gioia di formare una propria famiglia, di aver avuto dei figli.
Mi viene alla mente che alla sua opera ben si attaglia la dichiarazione del Primo ministro inglese Winston Churcill dopo la vittoriosa conclusione nel 1940 di quella che è passata alla storia come la “Battaglia d’Inghilterra”: “Mai, nel campo delle umane lotte, così tanti dovettero tanto a così pochi”.
Questo è il momento spirituale della manifestazione, come di tutte le nostre manifestazioni, cui segue il momento della festa vera e propria che deve essere momento di aggregazione tra noi, tra le nostre famiglie, in un angolo verde della natura quasi incontaminato.

Pensiamoci, pensateci, amici e concorderete con me che l’essere presenti non è solo un dovere per tanti, ma un piacere per tutti.

La 47^ S. Messa di Natale “A ricordo degli Alpini e di tutti i soldati italiani, caduti in guerra e in pace al servizio della Patria”
Devo confidarvi di aver appreso da fonte ineccepibile, il rettore o custode del Civico tempio di S. Sebastiano, che la prima S. Messa, allora per ricordare i Caduti del Btg. L’Aquila in terra di Russia, officiante la M.d’O.V.M. Giovanni Brevi - ancora un Giovanni - fu celebrata nel 1957.
Pertanto nel 2003 la cerimonia, ormai assurta a evento nazionale sotto l’aspetto associativo, è alla sua 47^, passatemi il brutto termine, edizione.
E’ superfluo, credo, ricordare i valori e i ricordi nei quali affonda le sue radici questa tradizione, oramai parte essenziale del ciclo natalizio milanese.
La S. Messa è stata officiata da mons. Gaetano Bonicelli, già Ordinario militare prima e Vescovo di Siena poi.

Che cosa sia questa manifestazione oggi, lo testimoniano le cifre: oltre il Labaro dell’Associazione e, ovviamente, il vessillo di Milano scortati dai rispettivi Consigli direttivi, erano presenti anche 40 vessilli delle Sezioni consorelle, i gonfaloni del Comune di Milano, della Regione Lombardia e della Provincia di Lodi e di 29 Comuni in cui hanno sede i nostri Gruppi, scortati dai rispettivi sindaci, 101 gagliardetti di Gruppi di altre Sezioni oltre quelli dei nostri 35 Gruppi e del Gruppo Donatori di sangue, nonché le 12 Associazioni d’Arma e un numero sempre più massiccio di Alpini provenienti un po’ da tutta Italia.

Il discorso ufficiale è stato tenuto quest’anno dall’avv. Odoardo Ascari, reduce di Russia ed ex-internato militare in campo di concentramento tedesco con Giuseppe Novello e Giovanni Guareschi.
Imponente infine, il corteo, accolto dalla popolazione con particolare calore al suo passaggio, preceduto dalla fanfara della Brigata Taurinense e da un picchetto armato del Btg. L’Aquila del 9° Rgt. Alpini, da poco rientrato dalla difficile missione in Afghanistan, che si è snodato da Piazza Duomo a Piazza S. Ambrogio, ora intitolata ai Caduti Milanesi per la Patria, per portarsi a rendere omaggio ai Caduti milanesi accolti nel Sacrario.

Un grazie particolare vada, come sempre alla Vigilanza urbana, e in particolare al comandante Baldi che ne ha la responsabilità sul campo, sempre disponibili e collaborativi per la miglior riuscita della manifestazione.

Lacchiarella: il 12° Concorso letterario
Nel mese di giugno sono stati assegnati i premi del Concorso internazionale di letteratura per l’anno 2003 giunto alla sua 12a edizione sul tema “I luoghi della memoria legati alla montagna e agli Alpini”, articolato nelle due sezioni: poesia e narrativa.
La partecipazione come sempre numerosa conferma ancora una volta la validità dell’iniziativa che ogni anno affina vieppiù la sua organizzazione.
La selezione degli elaborati pervenuti ha richiesto, come sempre, un accurato lavoro d’analisi e di valutazione da parte della commissione.
Contemporaneamente è stato scelto il tema del 13° Concorso per l’anno 2004 ispirato a “Alpini, montagna, sentimento religioso e spiritualità”, sempre nelle due sezioni: poesia e narrativa.

Infine, il comitato di redazione di “Veci e bocia”, costituito in Commissione selezionatrice, ha giudicato il notiziario di Giussano “Dür per düraa” miglior notiziario di Gruppo dell’anno 2003, (e ha inoltre premiato il notiziario di Cinisello Balsamo,) giusto riconoscimento non per la sua veste editoriale ma per la sua continuità e puntualità nel raggiungere i soci da almeno 30 anni.

I Cori
Un pensiero anche, e non solo d’obbligo ma soprattutto meritato, sull’attività dei nostri Cori.
Scegliere di far parte seriamente, con umiltà e con continuità di un coro avendo le qualità canore necessarie e l’attitudine a convivere in gruppo, è certamente una scelta di vita impegnativa.
Prove su prove per mantenere e migliorare il livello artistico del complesso vocale e per preparare il concerto prossimo, sempre alla ricerca di una perfezione che non è mai raggiunta sono la “conditio sine qua non”, talvolta a discapito del tempo e delle attenzioni da dedicare alla famiglia o alla morosa, per ottenere lo sperato successo e per poter poi godersi, durante e alla fine del concerto, questo è il premio del sacrificio, l’applauso del pubblico.
E’ il prezzo che i coristi accettano volentieri di pagare per amore della musica, che denota anche l’attaccamento alla nostra Associazione.

Ora un breve commento sulla loro attività dell’anno.

· Il Coro ANA della Sezione ha tenuto 20 tra concerti ed esibizioni a vario titolo.
Scontate le tradizionali presenze in occasione delle “nostre” cerimonie, di particolare significato i concerti tenuti all’Università Cattolica di Milano a favore dell’Associazione Lombarda Fibrosi Cistica, nella Basilica di S.Lorenzo a Milano per la commemorazione del Santo, a Verano Brianza per l’Anno europeo delle persone disabili e nella chiesa di S.Angelo a Milano per una serata di canti e di letture di Ivana Monti “Attorno al presepe… per la notte di Natale “.
Sempre entusiastica l’accoglienza da parte del pubblico presente.
Sono a conoscenza che alcuni dei coristi oggi iscritti quali Amici degli Alpini fanno parte del Coro ANA della Sezione di Milano, e quindi della Sezione, da almeno 50 anni e che, mi è stato riferito, tale anzianità è sempre riconosciuta dal Coro, così come la Sezione assegna un piccolo riconoscimento ai soci Alpini per i 50 anni di iscrizione all’ANA.
Mi piacerebbe, se qualcuno di questi Amici fosse presente, che si alzasse per rivolgergli in questa sede il nostro vivo ringraziamento e il nostro plauso;

· l’attività del Coro del Gruppo di Limbiate, composto di 34 elementi, prosegue con regolarità partecipando a numerose manifestazioni tra cui, di particolare significato, l’accompagnamento della S. Messa per la Fondazione Pro Juventute di Don Gnocchi, celebrata dal card. Ersilio Tonini nella Basilica di S. Ambrogio a Milano;

· intensa anche l’attività del Coro del Gruppo di Giussano.
Anche quest’anno, per il 2° anno consecutivo, è stato ammesso alla finale della Rassegna di canti popolari organizzata dalla Provincia di Milano al Teatro Dal Verme di Milano; ha organizzato la 3a Rassegna di canti popolari al Palatenda con la partecipazione del Coro S. Margherita di Fidenza e del Coro 3 Valli di Saluzzo e, sempre al Palatenda, la serata di “Canti attorno al presepe vivente” con il Coro S. Cecilia e il Coro degli Anta;

· il Coro del Gruppo di Melzo, continua con un certo successo la sua attività ed è richiesto da molte parti.
Ha partecipato inoltre a trasmissioni televisive di Telelombardia.

· il Coro del Gruppo di Magenta, che ormai ha compiuto 10 anni di vita, mi sembra che esiti ad uscire dal guscio e continua a giocare in casa, anche se, con successo, ha partecipato alla rassegna “Coriincoro” dei 9 cori della città.
Bisognerà pur decidersi di cimentarsi in trasferta!

A tutti voi, maestri e coristi, il mio vivissimo ringraziamento!

I Gruppi Sportivi Alpini (G.S.A.)
La “Festa sulla neve” programmata per il 2003 sarebbe stata possibile se si fosse riusciti a coordinare anzitempo gli impegni dei quattro GSA facenti capo ai Gruppi di Giussano, Legnano, Missaglia e Sesto S. Giovanni.
Nella consueta riunione mensile dei Capigruppo, con i quali il problema è stato discusso, è emerso che tale manifestazione non è particolarmente sentita.
Ne abbiamo preso atto, ma sono del parere che se i GSA si coordinassero tra loro riuscirebbero, visto l’attività svolta durante l’anno, non solo a formare una o più squadre che potrebbero partecipare anche alle gare nazionali, oggi praticate da pochi soci isolati, ma anche a trovare una data comune nella quale organizzare, come un tempo, le gare sezionali di sci, che, tra l’altro, ritengo potrebbe essere anche l’occasione di trascorrere una giornata in montagna sulla neve con e per le famiglie e non solo per chi volesse cimentarsi nelle gare delle varie specialità.

Mi sembra che manchi lo stimolo e la volontà collettiva di farlo.
Però se qualcuno vuole provarci, faccia delle proposte e avrà l’appoggio del Consiglio sezionale.

Ricordo, infine, che i GSA, pur avendo una propria autonomia, sono parte del quadro istitutivo associativo e non corpo separato dalla Sezione e devono operare in sintonia con la Sezione.

Nota:

Relazione morale del Presidente - 29Feb04 - parte 5 | Log-in/Creare un account | 0 Commenti
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